Byetta: quando e per chi?

Informazioni riguardanti medicamenti recentiDal 2007 sino ad oggi, sono apparsi sul mercato diversi trattamenti antidiabetici nuovi. Nel no. 5/2007, il D-Journal ha dedicato due articoli ad uno di questi nuovi trattamenti: il Byetta. Due anni dopo, le esperienze fatte con questo medicamento ci permettono di affermare che funziona bene. Il diabetologo dr. Bruno Müller cita un caso tra tanti.Nel 2003 un macellaio (età: 50 anni, peso: 129 kg, altezza: 190 cm) mi chiese una consultazione. Diagnosi: diabete di tipo II (disfunzione di cui soffriva anche sua madre), ipertensione arteriosa e sovrappeso (IMC – indice di massa corporea: 36). Trattamento: Glucophage (2 x 1 pastiglia di 850 mg/giorno). La sua emoglobina glicosilata era di circa l’8% e consigliai al medico curante di aggiungere delle pastiglie di sulfoniluree.Dopo 4 anni rividi questo paziente per un controllo di routine. Il suo trattamento non era nel frattempo cambiato. L’emoglobina glicosilata era del 6,7%. Bene! Ma un altro parametro destò preoccupazione: da 129 kg nel 2003, il suo peso era aumentato a 137 kg e l’uomo cominciava a soffrirne.Decidemmo quindi d’introdurre un trattamento di Byetta. Con l’auto-iniezione di questo medicamento (10 µg al mattino e alla sera), senza altre misure, il peso di questo paziente si ridusse di 26 kg in dieci mesi, arrivando a 111 kg! Il trattamento di sulfoniluree poté essere interrotto, il trattamento con il Byetta venne mantenuto. Attualmente, il suo peso sta ancora diminuendo, certo, meno rapidamente. Il paziente è molto soddisfatto.Byetta: un rinforzante del trattamento classicoNel corso degli ultimi 2 anni sono apparsi nuovi medicamenti antidiabetici, basati sulle incretine: Sitagliptin (Januvia) nel 2007, Vildagliptin (Galvus), Exenatide (Byetta) nel 2008 e più recentemente una combinazione di metformina e Sitagliptin (Janumet).In principio, il loro potenziale è comparabile ai “vecchi” trattamenti antidiabetici orali. L’Exenatide permette in generale di ridurre l’HbA1c (emoglobina glicosilata) dello 0.5% fino all’1%, la sitagliptina e la vildagliptina dello 0.5% fino allo 0.8%: non sono risultati mirabolanti ma comparabili a quelli della metformina, della sulfonilurea e del glitazone.Per contro, il Byetta apporta decisamente delle novità. Aggiunto o combinato con i “vecchi” medicamenti, possiede un effetto di potenziamento: è un rinforzante del trattamento.Novità necessarie?Senza dubbio sì! D’altra parte è da parecchio tempo che ci si prefigge di adottare trattamenti più efficaci e meglio calibrati rispetto ai soli antidiabetici orali classici. Nel caso del diabete, il più grande problema risiede a monte, ossia nella diagnosi spesso tardiva. Ne consegue che il trattamento ideale viene adottato solo dopo un lungo periodo, in cui si verifica una situazione metabolica pericolosa. E’ il motivo per cui è necessario introdurre nuovi  medicamenti. Ma attenzione! Questi nuovi medicamenti non devono essere prescritti su vasta scala, ma unicamente in misura calibrata. Questo perché non abbiamo ancora un riscontro sufficiente su questi medicamenti.Gli effetti dell’ExenatideDetta GLP-1 (glucagon-like peptide-1), l’incretina (un ormone intestinale) agisce favorevolmente sul diabete. Essa stimola la secrezione d’insulina dopo i pasti, rallenta lo svuotamento gastrico e, indirettamente, diminuisce l’appetito. Inoltre, sembra aumentare la durata di vita delle cellule beta e la massa di queste cellule. Agendo come l’ormone fisiologico GLP-1, l’Exenatide è degradata lentamente, contrariamente a quella prodotta dal nostro corpo. Inconvenienti: deve essere iniettata come l’insulina. Per ovviare a questo inconveniente, sono state messe sul mercato delle pastiglie: Januvia, Galvus e Janumet, che potenziano l’effetto del GLP-1 fisiologico. La loro assunzione per via orale è più comoda. Ma il loro effetto è inferiore a quello del Byetta che viene iniettato.Non è adatto a tutti!Un trattamento con Byetta è consigliabile quando, seguendo un trattamento convenzionale, l’HbA1c supera il 7% e l’IMC supera il 28. Visto il suo effetto notevole sulla riduzione di peso, il medicamento può essere usato per un periodo limitato. Infatti, una perdita di peso importate, può migliorare nettamente il diabete e permettere di reintrodurre un trattamento convenzionale.Ci sono altre ragioni per introdurre il Byetta nella terapia: un forte aumento di peso nel corso di un trattamento convenzionale, oppure l’ipoglicemia. Può inoltre essere indicato per gli autisti professionisti  o per altri professionisti, per i quali l’ipoglicemia rappresenta un rischio maggiore.E per un lungo periodo?Il Byetta deve essere assunto per via di iniezioni sottocutanee, al mattino e alla sera, preferibilmente un’ora prima dei pasti. Questo aspetto può essere problematico  per i pazienti che non hanno mai seguito un trattamento antidiabetico con iniezioni d’insulina. Ma gli studi e le esperienze fatte mostrano che i pazienti seguono generalmente questo trattamento con regolarità, motivati dalla spesso considerevole perdita di peso ottenuta.Articolo del dr. Bruno Müller, Berna (D-Journal in lingua tedesca, giugno 2009), tradotto in lingua francese da Thérèse Jordan, adapt. MG (D-Journal, ottobre 2009, a pag. 30) e qui tradotto in italiano da Alessandra Jorio Colombo (ATD)Il commentoNon senza problemi… ma la ricerca prosegue Se il diabetico di tipo 2 menzionato dal dr. Müller è entusiasta del Byetta, altri pazienti lo sono meno. Le iniezioni di questo medicamento, spesso, provocano nausee, alle quali bisogna adeguarsi. Alcuni pazienti sopportano male questi inconvenienti e talvolta preferiscono rinunciare all’uso di questo medicamento. Il paradiso terrestre senza problemi, non esiste ancora!Il Byetta, evidentemente, non è regalato: la penna per iniezioni costa fr. 188.45 al mese. Questo costo è da mettere in conto con dei risparmi, dato che un diabetico insulino-dipendente di tipo 2, per esempio, può evitare di iniettarsi la Lantus, dato che il suo diabete migliora e dato che il suo peso diminuisce, grazie al Byetta.Detto questo, occorre precisare che sono tuttora in corso delle ricerche. Si parla già di un nuovo Byetta: una sola iniezione settimanale al posto di due iniezioni quotidiane, con risultati paragonabili. Secondo uno studio condotto durante 6 mesi su 467 pazienti, i pazienti trattati con il Byetta una volta alla settimana avevano un tasso di emoglobina glicosilata (HbA1c) del 6,8%, mentre quelli trattati con la Lantus avevano un tasso del 7%. Inoltre, i primi hanno perso in media 2,6 kg al mese, mentre i pazienti trattati con la Lantus hanno visto il loro peso aumentare di 1,4 kg. Questi dati sono stati resi noti da Amylin Pharmaceuticals e Eli Lilly, la ditta americana che produce il Byetta. Altri studi indipendenti dovranno confermare questi dati. D’altro canto, bisogna prendere in considerazione giganteschi interessi commerciali e finanziari.In tutti i casi, occorre pazientare! La somministrazione del Byetta in una sola iniezione settimanale non è ancora stata approvata negli Stati Uniti (e bisogna calcolare dei tempi supplementari per l’approvazione in Europa e in Svizzera). Da quando è stata introdotta negli Stati Uniti nel mese di giugno 2005, circa un milione di pazienti in tutto il mondo sono stati trattati con il Byetta “classico”: due iniezioni giornaliere. L’inconveniente delle nausee sarà forse inferiore con un iniezione settimanale … o addirittura mensile, che potrebbe essere lanciata da Eli Lilly o da altri fabbricanti?Infine, ci si pone un’altra domanda: il Byetta potrà essere prescritto anche alle persone non diabetiche ma in soprappeso?E’ una domanda da dieci miliardi di dollari! Le ditte farmaceutiche se lo stanno chiedendo sicuramente. Per ora non vi sono risposte certe a tale riguardo. Commento di Michel Gremaud, redatto in calce all’articolo sul Byetta, pubblicato sul D-journal ottobre 2009, a pag. 31, qui tradotto in italiano da Alessandra Jorio Colombo Nota finaleProprio questo mese (marzo 2010) è stato messo sul mercato un altro medicamento dagli effetti analoghi a quelli del Byetta: il Victoza.

Il Victoza è una soluzione per iniezione contenente il principio attivo liraglutide, disponibile in penne preriempite (6 mg/ml). Questo medicamento è indicato per pazienti adulti affetti da diabete di tipo 2 e si usa in combinazione con: 

  • metformina o una sulfonilurea, in pazienti con controllo glicemico insufficiente, nonostante la dose massima tollerata di metformina o sulfonilurea in monoterapia;
  • metformina e una sulfonilurea o metformina e un tiazolidindione in pazienti con controllo glicemico insufficiente nonostante la terapia con due farmaci.

Il vantaggio del Victoza rispetto al Byetta è la sua somministrazione una volta al giorno, per via sottocutanea. Il medicamento può essere assunto in qualsiasi momento, indipendentemente dai pasti, di preferenza alla stessa ora ogni giorno. La Redazione

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