Congresso EASD, Stoccolma 2010

In settembre si è tenuto a Stoccolma l’annuale congresso dell’EASD (Associazione europea per lo studio del diabete)

Numerosi seminari e conferenze svolte sull’arco di 4 giorni, hanno fatto il punto sui vari aspetti concernenti la presa a carico e la terapia del diabete. Per il paziente diabetico i temi più interessanti hanno riguardato le nuove terapie, già sul mercato o in via di sviluppo, e le nuove possibilità di cura del sovrappeso e dell’obesità.

Nell’ambito del diabete di tipo 1 (che è fin dalla diagnosi totalmente insulinodipendente) le novità riguardano il modo di somministrazione dell’insulina. Da una parte si stanno sviluppando delle nuove insuline “ultralente” (per esempio la deglutec della ditta Novo Nordisk) il cui effetto durerà fino a 3 giorni, riducendo in tal modo il numero di iniezioni da eseguire e i rischi di ipoglicemia. D’altra parte si è sviluppato un nuovo tipo di pompa a insulina (OmniPod), già sul mercato statunitense da qualche anno e che sarà disponibile in Svizzera dall’anno prossimo, che permette l’erogazione dell’insulina direttamente dal serbatoio dove è stoccata l’insulina senza dover utilizzare un catetere che trasporta l’insulina dalla pompa al luogo d’iniezione (generalmente l’addome). La misurazione della glicemia e la programmazione della pompa si eseguono tramite un unico apparecchio. Questo tipo di pompa sarà molto interessante per i bambini piccoli come per gli sportivi.

Per i diabetici di tipo 2, che generalmente non necessitano di insulina fin dall’inizio della malattia (ma che poi, se diventati insulinorichiedenti, potranno anch’essi beneficiare delle terapie sopra descritte), le novità concernono l’arrivo di nuovi medicamenti che mimano l’effetto di ormoni presenti nel nostro organismo e che si chiamano incretine. Le incretine sono secrete dall’intestino unicamente al momento del pasto (ma solo se contiene carboidrati) e permettono quindi di evitare il rialzo delle glicemie postprandiali. I medicamenti che utilizzano questo meccanismo d’azione si presentano sia sotto forma di pastiglie (le cosiddette gliptine) che di iniezioni sottocutanee (gli analoghi del GLP-1). I farmaci orali distribuiti attualmente in Svizzera, in ordine di arrivo sul mercato, sono la sitagliptina (Januvia, ditta MSD), la vildagliptina (Galvus,ditta Novartis) e la saxagliptina (Onglyza, ditta BMS). Possono essere utilizzati da soli ma generalmente sono associati ad altri farmaci ed in particolare alla metformina. Presentano il grande vantaggio di evitare le ipoglicemie, e quindi anche frequenti misurazioni delle glicemie, e la presa di peso, in particolare rispetto a farmaci quali le sulfoniluree che, pur avendo questi effetti secondari restano gli ipoglicemizzanti orali piu prescritti.

Gli analoghi invece sono amministrati sotto forma di iniezioni sottocutanee (di fatto con la stessa metodologia che con l’insulina anche se non sono insulina). Il primo farmaco a essere stato distribuito in Svizzera è il Byetta (ditta Lilly), che va iniettato 2 volte al giorno, prima dei pasti. Dall’inizio di quest’anno è disponibile anche il Victoza (ditta NovoNordisk) che va somministrato una sola volta al giorno, a qualsiasi orario. Questo tipo di farmaco ha un effetto maggiore sulla diminuzione della glicemia rispetto ai farmaci orali ma ha anche più effetti secondari. Infatti possono causare nausea, diarrea e cefalee. Inoltre provocano un sentimento precoce di sazietà mangiando ciò che favorisce una perdita di peso anche importante, soprattutto nei pazienti obesi. Riassumendo, questi nuovi farmaci hanno notevoli vantaggi, diminuendo il rischio di ipoglicemia e non favorizzando la presa di peso, rispetto ai farmaci più classici ma presentano uno svantaggio non indifferente al giorno d’oggi, che è il loro prezzo, chiaramente superiore ai “vecchi” farmaci di cui si utilizza spesso attualmente il generico.

Un tema inevitabilmente trattato nei congressi di diabetologia è il problema sempre più diffuso e crescente dell’obesità, che ormai tocca anche la popolazione più giovane. Dopo gli Stati Uniti, ora anche i paesi europei devono affrontare la diffusione esponenziale del diabete di tipo 2  non solo negli adolescenti ma persino nei bambini. L’approccio più efficace e fisiologico resta ovviamente quello detto sullo stile di vita (lifestyle), che associa ad una corretta alimentazione  una regolare attività fisica. Purtroppo questo approccio non sempre basta ed oggi non solo si osservano pazienti con un indice di massa corporea (BMI) superiore a 30 kg/m2, che definisce l’obesità, ma anche superiore a 40 kg/m2 che definisce la cosiddetta obesità patologica. Nel corso di questi ultimi anni sono stati tolti dal mercato quasi tutti i farmaci destinati a favorire la perdita di peso (in Svizzera resta attualmente disponibile solo lo Xenical). Ci si interessa quindi sempre di più ad altre terapie, non farmacologiche, ed in particolare alla cosiddetta chirurgia bariatrica. Con questo termine si definiscono gli interventi chirurgici, sia sullo stomaco che sull’intestino, che permettono di ottenere un notevole calo ponderale. Attualmente gli interventi eseguiti sono di 2 tipi: quelli detti restrittivi, che limitano la presa di alimenti (ne è un tipico esempio il bendaggio gastrico) e quelli che provocano un malassorbimento degli alimenti ingeriti e che consistono nell’asportazione di un pezzo di stomaco o di intestino. Questi ultimi interventi sono attualmente preferiti ai primi, anche se più invasivi, perché provocano un calo ponderale più consistente e prolungato nel tempo.

Infine, si è parlato molto del diabete gestazionale, che tocca cioè le donne in gravidanza ma che dopo il parto quasi sempre sparisce. Si sono infatti recentemente modificate le linee guida in questo campo, nell’ottica di sensibilizzare il corpo medico, e soprattutto i ginecologi, all’aumento di questo tipo diabete, in relazione all’aumento sia dell’età  delle donne in gravidanza sia del sovrappeso nella popolazione.

In conclusione, si può affermare che nei prossimi anni si osserverà un aumento costante dei pazienti diabetici, in conseguenza non solo dell’aumento del peso della popolazione generale ma anche di una aumentata attenzione per una diagnosi precoce del diabete. Molteplici studi in corso stanno studiando nuovi metodi per curare sempre meglio quella che si definisce l’epidemia del ventunesimo secolo.

Dott.ssa Beatrice Neuffer Bajetta

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