Diabete e Aspirina

Il rischio cardiovascolare
Dopo un episodio acuto in cui sono coinvolte le arterie, ad esempio le coronarie durante un infarto del miocardio oppure le arterie cerebrali durante un insulto apoplettico, la regola vuole che si incominci a somministrare dell’aspirina, o meglio dell’acido acetil salicilico allo scopo di prevenirne una recidiva. In questi casi si parla di profilassi secondaria e la terapia verrà poi proseguita per un periodo illimitato. Ma oggi si va ben oltre e di fronte ad un rischio elevato di andare incontro a queste complicazioni cardio-vascolari, si preferisce giocare d’anticipo e somministrare dell’aspirina (ad es. l’Aspitina Cardio od il Triatral, dosati entrambi a 100 mg. di acido-acetil-salicilico) esercitando una profilassi primaria. Tra i pazienti a rischio vanno, beninteso, annoverati anche i diabetici e segnatamente quelli che presentano una sindrome metabolica, che notoriamente presentano un elevato rischio di complicazioni cardio-vascolari, da 2 a 4 volte più frequenti rispetto ad una popolazione non-diabetica. Orbene, è pure risaputo che 1’80% di tutti i pazienti diabetici di tipo 2 presentano una sindrome metabolica; ne consegue che quasi tutti i pazienti diabetici dovrebbero poter beneficiare d’una protezione assumendo regolarmente dell’aspirina, nell’ambito d’una profilassi primaria.

Il meccanismo responsabile: l’anti-aggregazione
Onde poter capire il ruolo protettivo esercitato d’acido acetil-salicilico è opportuno rammentare che la lesione primitiva, che finisce poi per sfociare in una occlusione d’una arteria (coronarica o cerebrale) è costituita dalla placca ateromatosa, in altre parole da una lesione di natura arterio-sclerotica.
Quest’ultima è favorita non solo dal diabete, ma anche dal colesterolo, dall’ipertensione arteriosa, dal fumo delle sigarette, dall’obesità e, beninteso, anche dall’età!
L’occlusione viene provocata, in seconda battuta, dalle irregolarità (rugosità!) che si formano nelle superfici delle placche e dalle piastrine che, urtando contro queste asperità, si rompono e liberano una sostanza, il trombossano, che a sua volta provoca una aggregazione delle piastrine stesse e per finire, trasformando il fibrinogeno in una specie di gel, la fibrina, provoca la formazione del coagulo vero e proprio!
Ma che cosa c’entra l’aspirina con tutto questo?
C’entra, eccome! Infatti, essa blocca il processo dell’aggregazione piastrinica e quindi riduce enormemente il rischio di formazione di trombi intra-vasali.

Quando?
Siccome la diagnosi di diabete di tipo 2 avviene nella maggior parte dei casi tra 50-60 anni, possiamo affermare che tutti i pazienti di tipo 2, a partire dal momento in cui viene posta la diagnosi, dovrebbero poter beneficiare d’una profilassi primaria con l’aspirina, a maggior ragione se esiste una sindrome metabolica che, lo rammentiamo, comporta oltre al diabete anche:

  • una ipertensione arteriosa
  • una obesità (addominale)
  • una iperlipidemia

Anche per i pazienti con un diabete di tipo 1, una profilassi con l’aspirina è consigliata qualora presentassero una micro-albuminuria positiva, poiché in questi casi, è stata accertata una più elevata tendenza a presentare complicazioni cardio-vascolari.
Un vantaggio importante della terapia con l’aspirina sono i costi. Infatti, l’ Aspirina-cardio ed il Triatal basso-dosati a 100 mg., sono fra i medicamenti meno cari fra tutti quelli che sono presenti sul mercato: 100 pastiglie costano infatti solo 15 fr. circa!

Inconvenienti
Siccome, l’acido acetil-salicilico inibisce le sintesi delle prostaglandine esiste un pericolo, specialmente in considerazione della lunga durata della terapia,di complicazioni gastro-duodenali, ossia di lesioni a livello della mucosa gastrica: erosioni, ulcere, sanguinamenti, ecc.
Infatti, le prostaglandine sono delle sostanze che proteggono la mucosa gastrica, e che, venendo a mancare, espongono la mucosa gastrica all’azione erosiva dell’acido cloridrico, che è una componente fisiologica della secrezione gastrica.
Pertanto, pazienti che soffrono di ulcere gastro-duodenali, di gastriti, di riflusso esofageo, ecc. non devono ricevere dell’Aspirina.
In altre parole: in questi casi la somministrazione di acido acetil-salicilico è contro-indicata. Di fronte a questi divieti, si può ricorrere al Plavix, un nuovo farmaco anti-aggregante, ma i cui costi sono notevolmente più elevati, ben 20 volte più caro rispetto all’Aspirina. Pertanto, il suo impiego nella profilassi primaria è ancora controverso, mentre viene invece utilizzato nella profilassi secondaria, sempre e soltanto in alternativa all’Aspirina, ossia allorquando quest’ultima è contro-indicata.
Un’altra scappatoia consiste nel proteggere la mucosa gastrica tramite gli inibitori della pompa a protoni prescrivendoli in associazione all’Aspirina. Questi medicamenti, (commercializzati col nome di Omezol, Pantazol, Antra, ecc.) sono anch’essi assai cari, comunque costano di meno rispetto al Plavix.
Si tratta d’una alternativa che consente di utilizzare l’Aspirina sia in prevenzione primaria, sia in quella secondaria quando esistono le note contro-indicazioni legate ai disturbi gastro-duodenali.

Dr. V. Tatti

Diabete e Aspirina

Il rischio cardiovascolare
Dopo un episodio acuto in cui sono coinvolte le arterie, ad esempio le coronarie durante un infarto del miocardio oppure le arterie cerebrali durante un insulto apoplettico, la regola vuole che si incominci a somministrare dell’aspirina, o meglio dell’acido acetil salicilico allo scopo di prevenirne una recidiva. In questi casi si parla di profilassi secondaria e la terapia verrà poi proseguita per un periodo illimitato. Ma oggi si va ben oltre e di fronte ad un rischio elevato di andare incontro a queste complicazioni cardio-vascolari, si preferisce giocare d’anticipo e somministrare dell’aspirina (ad es. l’Aspitina Cardio od il Triatral, dosati entrambi a 100 mg. di acido-acetil-salicilico) esercitando una profilassi primaria. Tra i pazienti a rischio vanno, beninteso, annoverati anche i diabetici e segnatamente quelli che presentano una sindrome metabolica, che notoriamente presentano un elevato rischio di complicazioni cardio-vascolari, da 2 a 4 volte più frequenti rispetto ad una popolazione non-diabetica. Orbene, è pure risaputo che 1’80% di tutti i pazienti diabetici di tipo 2 presentano una sindrome metabolica; ne consegue che quasi tutti i pazienti diabetici dovrebbero poter beneficiare d’una protezione assumendo regolarmente dell’aspirina, nell’ambito d’una profilassi primaria.

Il meccanismo responsabile: l’anti-aggregazione
Onde poter capire il ruolo protettivo esercitato d’acido acetil-salicilico è opportuno rammentare che la lesione primitiva, che finisce poi per sfociare in una occlusione d’una arteria (coronarica o cerebrale) è costituita dalla placca ateromatosa, in altre parole da una lesione di natura arterio-sclerotica.
Quest’ultima è favorita non solo dal diabete, ma anche dal colesterolo, dall’ipertensione arteriosa, dal fumo delle sigarette, dall’obesità e, beninteso, anche dall’età!
L’occlusione viene provocata, in seconda battuta, dalle irregolarità (rugosità!) che si formano nelle superfici delle placche e dalle piastrine che, urtando contro queste asperità, si rompono e liberano una sostanza, il trombossano, che a sua volta provoca una aggregazione delle piastrine stesse e per finire, trasformando il fibrinogeno in una specie di gel, la fibrina, provoca la formazione del coagulo vero e proprio!
Ma che cosa c’entra l’aspirina con tutto questo?
C’entra, eccome! Infatti, essa blocca il processo dell’aggregazione piastrinica e quindi riduce enormemente il rischio di formazione di trombi intra-vasali.

Quando?
Siccome la diagnosi di diabete di tipo 2 avviene nella maggior parte dei casi tra 50-60 anni, possiamo affermare che tutti i pazienti di tipo 2, a partire dal momento in cui viene posta la diagnosi, dovrebbero poter beneficiare d’una profilassi primaria con l’aspirina, a maggior ragione se esiste una sindrome metabolica che, lo rammentiamo, comporta oltre al diabete anche:

  • una ipertensione arteriosa
  • una obesità (addominale)
  • una iperlipidemia

Anche per i pazienti con un diabete di tipo 1, una profilassi con l’aspirina è consigliata qualora presentassero una micro-albuminuria positiva, poiché in questi casi, è stata accertata una più elevata tendenza a presentare complicazioni cardio-vascolari.
Un vantaggio importante della terapia con l’aspirina sono i costi. Infatti, l’ Aspirina-cardio ed il Triatal basso-dosati a 100 mg., sono fra i medicamenti meno cari fra tutti quelli che sono presenti sul mercato: 100 pastiglie costano infatti solo 15 fr. circa!

Inconvenienti
Siccome, l’acido acetil-salicilico inibisce le sintesi delle prostaglandine esiste un pericolo, specialmente in considerazione della lunga durata della terapia,di complicazioni gastro-duodenali, ossia di lesioni a livello della mucosa gastrica: erosioni, ulcere, sanguinamenti, ecc.
Infatti, le prostaglandine sono delle sostanze che proteggono la mucosa gastrica, e che, venendo a mancare, espongono la mucosa gastrica all’azione erosiva dell’acido cloridrico, che è una componente fisiologica della secrezione gastrica.
Pertanto, pazienti che soffrono di ulcere gastro-duodenali, di gastriti, di riflusso esofageo, ecc. non devono ricevere dell’Aspirina.
In altre parole: in questi casi la somministrazione di acido acetil-salicilico è contro-indicata. Di fronte a questi divieti, si può ricorrere al Plavix, un nuovo farmaco anti-aggregante, ma i cui costi sono notevolmente più elevati, ben 20 volte più caro rispetto all’Aspirina. Pertanto, il suo impiego nella profilassi primaria è ancora controverso, mentre viene invece utilizzato nella profilassi secondaria, sempre e soltanto in alternativa all’Aspirina, ossia allorquando quest’ultima è contro-indicata.
Un’altra scappatoia consiste nel proteggere la mucosa gastrica tramite gli inibitori della pompa a protoni prescrivendoli in associazione all’Aspirina. Questi medicamenti, (commercializzati col nome di Omezol, Pantazol, Antra, ecc.) sono anch’essi assai cari, comunque costano di meno rispetto al Plavix.
Si tratta d’una alternativa che consente di utilizzare l’Aspirina sia in prevenzione primaria, sia in quella secondaria quando esistono le note contro-indicazioni legate ai disturbi gastro-duodenali.

Dr. V. Tatti