Diabete e guida: bastano poche regole per una guida sicura

Diabetici alla guida - un pericolo?
Secondo l’Ufficio Federale di statistica nel 2007 sono capitati sulle strade svizzere, 22’000 incidenti con ferimenti e 384 persone hanno perso la vita. Nel mondo si calcola che succedono circa 1.2 milioni di incidenti mortali con 50 milioni di feriti all’anno. Non è chiaro quanti di questi siano causati da una malattia, ma dovrebbe trattarsi di un piccola percentuale. Dai dati finora disponibili principalmente da studi retrospettivi non risulta chiaramente che i diabetici causino più incidenti degli altri automobilisti. Il diabete può comunque essere associato a un aumento del rischio d’incidente, in prima linea a causa delle ipoglicemie, ma anche dalle iperglicemie, da complicazioni specifiche (retinopatia e neuropatia, o eventualmente di una sindrome delle apnee notturne associata al diabete o all’obesità o eventualmente a una minor tolleranza in caso di consumo di alcool). In uno studio pubblicato nel 2003 Cox e collaboratori hanno mostrato che nei diabetici di tipo 1 il rischio d’incidente è aumentato del 50% rispetto ai diabetici di tipo 2 e più recentemente gli stessi autori hanno individuato particolari fattori di rischio: un HbA1c bassa, uno schema insulinico rigido, precedenti e ripetute ipoglicemie al volante, disturbi della percezione delle ipoglicemie, timore di complicazioni tardive, sopravalutazione della propria capacità di guidare con glicemie al limite e mancati autocontrolli prima di mettersi alla guida.

Ipoglicemia - rischio principale
La causa più frequente d’incidente nei diabetici è indubbiamente l’ipoglicemia. I grandi studi degli anni ‘90 (DCCT, UKPDS) hanno dimostrato che uno stretto controllo permette di evitare le complicazioni tardive, ma può eventualmente anche aumentare la frequenza delle ipoglicemie.
Già con una glicemia di 3.4-4.0 mmol/l diminuiscono la concentrazione, l’attenzione e la capacità di reazione con progressivo e rilevante deterioramento della capacità di guida, ciò che non mette in pericolo solo il guidatore ma anche gli altri. E’ importante sapere che anche dopo un episodio ipoglicemico trascorrono circa 30-45 minuti prima che le funzioni cognitive sono completamente ristabilite.
Le ipoglicemie succedono primariamente quando viene iniettata troppa insulina, rispettivamente quando vengono assunti troppo pochi carboidrati. L’attività fisica e il consumo di alcool sono altri fattori che abbassano la glicemia. Al di sotto di una certa soglia, che può dipendere dal controllo metabolico abituale (può essere più alto in caso di cattivo e più basso in caso di buon controllo) possono subentrare i primi sintomi, suddivisi in quelli “vegetativi” (il corpo che si difende) e “neuroglicopenici” (apporto insufficiente di glucosio al cervello), con progressivo disturbo della coscienza fino al coma (vedi tabella 1). Quando si è già concentrati sulla guida e il traffico, diventa ancora più difficile accorgersi e fidarsi dei sintomi.

Particolarmente pericoloso diventa quando non si riconoscono più i sintomi vegetativi o precoci, disturbo di cui sono colpiti soprattutto i diabetici di tipo 1, ma talvolta anche quelli di tipo 2, sotto trattamento insulinico e con una lunga durata della malattia. In una pubblicazione recente Stork e collaboratori hanno trovato che più del 40% dei partecipanti al loro studio con diabete di tipo 1 e disturbi della percezione delle ipoglicemie avevano una glicemia di 2.7 mmol/l e l’impressione di poter guidare senza problemi, mentre quelli con percezione conservata non si sarebbero mai messi al volante. Preoccupante è il fatto che anche il 25% dei diabetici di tipo 2 si ritenevano ancora in grado di guidare normalmente nonostante la presenza di sintomi ipoglicemici. Si trattava soprattutto di pazienti sotto trattamento perorale con sulfuniluree. Gli autori sono giunti tra l’altro alla conclusione che questo comportamento era dovuto anche a un’istruzione insufficiente.
Un altro fattore di rischio sono le ipoglicemie, che possono causare un accumulo di liquido nel cristallino con disturbo nell’accomodazione e della vista. Il contrario, ma con le stesse conseguenze sulla vista, può succedere nella fase iniziale del trattamento di uno scompenso diabetico. Più conosciuti sono anche i disturbi dovuti alla retinopatia, che può colpire l’adattamento al chiaro e allo scuro o in caso di trattamento laser il campo visivo periferico. Tra l’altro bisogna astenersi, dalla guida, anche alcune ore dopo un controllo oftalmologico con dilazione delle pupille. Anche una neurologia può causare dei disturbi della sensibilità dei piedi e delle gambe che può compromettere l’uso dei pedali.

Cosa dice la legge?
Persone diabetiche non sono ammesse come guidatori di bus se fanno iniezioni di insulina o assumono medicamenti che possono causare delle ipoglicemie. Per i guidatori di camion o taxi la licenza di condurre può essere rilasciata dopo un esame peritale, a condizione di un controllo metabolico stabile e duraturo, dell’assenza di gravi ipoglicemie, della disponibilità di effettuare autocontrolli regolari della glicemia, come pure di avere una buona conoscenza della malattia e della sua gestione. La maggior parte dei diabetici può ricevere, senza problemi, una licenza di condurre per auto private o motocicli, trattori, ecc. Si presume che non vi siano rilevanti problemi di ipoglicemie e una capacità di evitarle durante la guida. In caso di complicazioni tardive (occhi, nervi) possono invece esserci delle limitazioni. Dopo un incidente viene solitamente richiesto un esame medico e il permesso di guida può essere rilasciato a determinate condizioni.


Misurare la glicemia prima di accendere il motore
Anche in casi di glicemia ottimale tra 4.0 e 6.0 mmol/l si consiglia prudenza con lo scopo principale di evitare ipoglicemie alla guida. La regola principale è quella di non accendere il motore in caso di glicemia al di sotto di 5.0 mmol/l. Fidarsi solo dei sintomi di ipoglicemia può essere pericoloso (vedi tabella 2).

Parlatene con il vostro medico
Le regole menzionate vengono spesso rispettate in maniera insufficiente. Inchieste hanno mostrato che, mentre la maggior parte dei diabetici tiene dei carboidrati da usare, nell’auto e sa che la glicemia dovrebbe essere superiore ai 5.0 mmol/l, soltanto il 60% ha con se un glucometro e solo il 40% misura la glicemia prima di partire. Un problema potrebbe essere quello che il tema della guida viene trattato in maniera insufficiente o non del tutto dai medici e dalle persone che dovrebbero occuparsi di istruzione. E’ infatti stato appurato che soltanto un diabetico di tipo 1 su due e soltanto un diabetico di tipo 2 su tre trattato con insulina ha affrontato questo tema con uno specialista. Chiedete quindi voi e fatevi dare tutte le informazioni necessarie.

Dr. Med. Bernard Chappuis
Resp. Diabetologia/
Endocrinologia
Ospedale Regionale Emmenthal

Articolo pubblicato sul d-journal no. 197; traduzione italiana ATD

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