Diabete e neuropatia: l’effetto d’una terapia ottimale di lunga durata

Abbiamo recentemente parlato anche su questo Giornale della neuropatia diabetica e sulle scarse opportunità terapeutiche, una volta che la malattia si manifesta, ricordiamolo, con una alterata più o meno profonda riduzione delle diverse sensibilità cutanee.
Lo studio EDIC di MARTIN CL e coll. viene a proposito, in quanto conferma che un controllo ottimale del diabete permette di prevenire le alterazioni dei nervi periferici. Lo studio EDIC (Epidemiology of Diabetes Interventions and Complications) è uno studio epidemiologico e continua con il gruppo di Pazienti che erano stati arruolati nel DCCT, ossia nel Diabetes Control and Complications Trial, di buona memoria e del quale abbiamo ripetutamente parlato. Dopo il 1993, ben 1257 Pazienti col Tipo 1 sono stati seguiti per altri 8 anni, controllando la presenza eventuale d’una neuropatia.
I risultati sono dimostrativi poiché dopo 8 anni, quei risultati positivi che erano presenti nel 64% dei Pazienti dopo 8 anni erano ancora evidenziabili nel 51% dei Paz.
Commento:
La neuropatia diabetica colpisce circa il 30% dei Pazienti di tipo 1 oppure di tipo 2 e gli studi hanno sempre mostrato che la lunga durata della malattia associata ad un controllo glico-metabolico insufficiente, ne sono le cause principali. Lo studio DCCT aveva dimostrato che una terapia insulinica ottimale (con un Hb A1c non superiore al 7%!) era associata ad una forte riduzione delle neuropatie, del 60% rispetto al gruppo di Pazienti curato male (con una Hb A1c del 9,2%!).
I risultati globali DCCT/EDIC hanno mostrato in modo convincente che gli effetti deleteri dell’iperglicemia persistono per un periodo abbastanza lungo anche dopo che i livelli iperglicemici sono stati migliorati. D’altra parte, i benefici indotti da un ottimo controllo metabolico tramite una terapia insulinica intensiva persistono col passare degli anni!
I meccanismi esatti coi quali la iperglicemia provoca delle complicazioni microvascolari non sono stati esaminati durante il presente studio. Tuttavia, studi precedenti hanno mostrato che molteplici fattori sono coinvolti, ossia:

  • la formazione di prodotti terminali d’una glicazione avanzata
  • sostanze ossido-reattive
  • polioli
  • l’attivazione delle protein-chinasi C
  • l’ipercoagulazione

Sono loro che contribuiscono a provocare delle complicazioni microvascolari che, bisogna ricordarlo, si manifestano soltanto in Pazienti diabetici ed in presenza d’una iperglicemia elevata e persistente!

Martin CL e coll.
Neuropathy among the diabetes Control and Complications Trial colort 8 years after Trial completion. Diabetes Care 2006: 29,940

Dr. V. Tatti

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Diabete e neuropatia: l’effetto d’una terapia ottimale di lunga durata

Abbiamo recentemente parlato anche su questo Giornale della neuropatia diabetica e sulle scarse opportunità terapeutiche, una volta che la malattia si manifesta, ricordiamolo, con una alterata più o meno profonda riduzione delle diverse sensibilità cutanee.
Lo studio EDIC di MARTIN CL e coll. viene a proposito, in quanto conferma che un controllo ottimale del diabete permette di prevenire le alterazioni dei nervi periferici. Lo studio EDIC (Epidemiology of Diabetes Interventions and Complications) è uno studio epidemiologico e continua con il gruppo di Pazienti che erano stati arruolati nel DCCT, ossia nel Diabetes Control and Complications Trial, di buona memoria e del quale abbiamo ripetutamente parlato. Dopo il 1993, ben 1257 Pazienti col Tipo 1 sono stati seguiti per altri 8 anni, controllando la presenza eventuale d’una neuropatia.
I risultati sono dimostrativi poiché dopo 8 anni, quei risultati positivi che erano presenti nel 64% dei Pazienti dopo 8 anni erano ancora evidenziabili nel 51% dei Paz.
Commento:
La neuropatia diabetica colpisce circa il 30% dei Pazienti di tipo 1 oppure di tipo 2 e gli studi hanno sempre mostrato che la lunga durata della malattia associata ad un controllo glico-metabolico insufficiente, ne sono le cause principali. Lo studio DCCT aveva dimostrato che una terapia insulinica ottimale (con un Hb A1c non superiore al 7%!) era associata ad una forte riduzione delle neuropatie, del 60% rispetto al gruppo di Pazienti curato male (con una Hb A1c del 9,2%!).
I risultati globali DCCT/EDIC hanno mostrato in modo convincente che gli effetti deleteri dell’iperglicemia persistono per un periodo abbastanza lungo anche dopo che i livelli iperglicemici sono stati migliorati. D’altra parte, i benefici indotti da un ottimo controllo metabolico tramite una terapia insulinica intensiva persistono col passare degli anni!
I meccanismi esatti coi quali la iperglicemia provoca delle complicazioni microvascolari non sono stati esaminati durante il presente studio. Tuttavia, studi precedenti hanno mostrato che molteplici fattori sono coinvolti, ossia:

  • la formazione di prodotti terminali d’una glicazione avanzata
  • sostanze ossido-reattive
  • polioli
  • l’attivazione delle protein-chinasi C
  • l’ipercoagulazione

Sono loro che contribuiscono a provocare delle complicazioni microvascolari che, bisogna ricordarlo, si manifestano soltanto in Pazienti diabetici ed in presenza d’una iperglicemia elevata e persistente!

Martin CL e coll.
Neuropathy among the diabetes Control and Complications Trial colort 8 years after Trial completion. Diabetes Care 2006: 29,940

Dr. V. Tatti

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