Diabete e sport

E’ opportuno rammentare quanto abbiamo già più volte affermato, ossia che una pratica sportiva regolare e, quantomeno un’attività fisica quotidiana, costituiscono uno dei pilastri fondamentali della cura del diabete, altrettanto importante quanto la dieta e l’assunzione di pastiglie e/o le iniezioni d’insulina.

La politica del “Wellness” ossia dello star bene, nella sua interezza passa dallo sport all’alimentazione ed offre suggerimenti attivi che concorrono non soltanto alla prevenzione dei disturbi metabolici (leggi: diabete) ma anche di patologie cardiovascolari ed osteo-articolari! Inoltre, non va dimenticato che un’eccessiva riduzione dell’attività fisica ossia la sedentarietà, comporta un precoce invecchiamento dell’organismo! Non v’è dunque da stupirsi se ritorniamo ancora, con un’insistenza quasi ossessiva, su questo argomento, sottolineando che un’attività sportiva, qualunque essa sia, va sempre incoraggiata, promossa ed attuata, compatibilmente alle possibilità di ognuno.

Vantaggi e rischi.
Sia nel diabete mellito di tipo 1, sia in quello di tipo 2, i vantaggi più volte sottolineati, sono connessi al consumo di glucosio a livello muscolare quale sorgente energetica di primo impiego e conseguentemente con l’abbassamento del livello iperglicemico.
Durante l’esercizio l’energia richiesta dal lavoro muscolare viene procurata dall’utilizzazione delle riserve di glicogeno e di trigliceridi presenti nelle cellule dei muscoli e successivamente dall’aumentata fornitura di glucosio e di trigliceridi presenti nelle riserve epatiche e negli adipociti del tessuto grasso. Il comportamento della glicemia nel sangue dipenderà dall’entità e dalla durata dello sforzo, ma anche dall’entità delle riserve energetiche presenti sia nei muscoli che nel fegato. Inoltre, maggiore è il grado d’allenamento e maggiore sarà l’entità delle riserve; quest’ultime, tuttavia, non possono essere valutate “a priori”, essendo molto variabili da persona a persona.
Con uno sforzo moderato, il livello glicemico non subisce variazioni molto importanti, tuttavia, con un lavoro muscolare più intenso l’abbassamento della glicemia può raggiungere un livello di guardia (4 mmol/l. = 72 mg%) e se l’esercizio si prolunga al di là d’un certo tempo (di solito oltre 30’) può subentrare un abbassamento importante ed anche una vera ipoglicemia. Questo rischio può essere reale soprattutto nei pazienti di tipo 1 la cui glicemia viene influenzata non solo dal lavoro muscolare e dalle riserve, ma dall’insulina che viene iniettata. Inoltre, in questi pazienti, il riassorbimento dell’insulina può essere accelerato dal lavoro muscolare nella sede dell’iniezione e provocare quindi un più rapido abbassamento della glicemia.
Nel diabetico di tipo 2, ove predomina una insulino-resistenza, l’esercizio fisico regolare migliora la sensibilità all’insulina ed è stato dimostrato che questo miglioramento comporta, a sua volta, un maggior afflusso di glucosio nell’interno delle cellule muscolari. Questo miglioramento è connesso ad un aumento dei recettori insulinici e dei canali trasportatori GLUT 4, situati sulle membrane delle cellule muscolari. Pertanto, specie per coloro che fanno insulina e che affrontano esercizi fisici più impegnativi e prolungati, è opportuno osservare alcune precauzioni che riassumiamo nelle seguenti direttive, allo scopo di evitare delle brutte sorprese.

Direttive generali.
Le prescrizioni troppo dettagliate e particolari non possono essere formulate, poiché possono variare a dipendenza dell’intensità e della durata dell’attività fisica, e del tipo di sport praticato. Queste direttive concernono il controllo della glicemia (1) l’insulina (2) e la dieta (3).

1.) Glucosio

  • Misura il glucosio nel sangue prima, durante, dopo l’esercizio.
  • Se prima dell’esercizio il glucosio nel sangue è superiore a 14 mmol/l. (250 mg%), cerca la presenza di acetone nell’orina: se positivo rinuncia allo sforzo.
  • Se il glucosio nel sangue è superiore a 16.5 mmol/l. (300 mg%) prima dell’esercizio, è opportuno rinunciare all’esercizio, anche in assenza di acetone.
  • Se il glucosio nel sangue è inferiore a 5,5 mmol/l. (100 mg%) ingerisci 20 gr. di carboidrati (2 Eq. pane oppure 4 zollette di zucchero) e controlla la glicemia dopo 1 h.
  • Impara a conoscere il comportamento della tua glicemia durante lo sforzo.
  • Ricordati che un’ipoglicemia può sempre sopraggiungere dopo lo sforzo, anche qualche ora dopo!

2.) Insulina

  • Riduci prima dello sforzo la dose d’insulina rapida della metà o del 30%, a secondo dell’importanza e della durata, come pure quella dell’insulina intermedia o mista.
  • Dopo l’esercizio, un supplemento d’insulina può essere necessario se l’apporto alimentare è aumentato. Tuttavia, se l’esercizio ha avuto una durata prolungata (3-4 h.), allora bisogna ridurre le dose di insulina, pur consumando una quantità superiore di carboidrati.

3.) Dieta

  • Non intraprendere un esercizio fisico 1-2 h. dopo un pasto principale
  • Prendi sempre con te dei carboidrati facilmente digeribili da poter consumare durante lo sforzo.
  • Se lo sforzo dura più di 1 h., consumare almeno 2 Eq. pane ogni ora (4 zollette di zucchero).
  • Se non è stato possibile ridurre la dose d’insulina, consumare 2-3 Eq. pane prima dell’esercizio.

Dr. V. Tatti

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Diabete e sport

E’ opportuno rammentare quanto abbiamo già più volte affermato, ossia che una pratica sportiva regolare e, quantomeno un’attività fisica quotidiana, costituiscono uno dei pilastri fondamentali della cura del diabete, altrettanto importante quanto la dieta e l’assunzione di pastiglie e/o le iniezioni d’insulina.

La politica del “Wellness” ossia dello star bene, nella sua interezza passa dallo sport all’alimentazione ed offre suggerimenti attivi che concorrono non soltanto alla prevenzione dei disturbi metabolici (leggi: diabete) ma anche di patologie cardiovascolari ed osteo-articolari! Inoltre, non va dimenticato che un’eccessiva riduzione dell’attività fisica ossia la sedentarietà, comporta un precoce invecchiamento dell’organismo! Non v’è dunque da stupirsi se ritorniamo ancora, con un’insistenza quasi ossessiva, su questo argomento, sottolineando che un’attività sportiva, qualunque essa sia, va sempre incoraggiata, promossa ed attuata, compatibilmente alle possibilità di ognuno.

Vantaggi e rischi.
Sia nel diabete mellito di tipo 1, sia in quello di tipo 2, i vantaggi più volte sottolineati, sono connessi al consumo di glucosio a livello muscolare quale sorgente energetica di primo impiego e conseguentemente con l’abbassamento del livello iperglicemico.
Durante l’esercizio l’energia richiesta dal lavoro muscolare viene procurata dall’utilizzazione delle riserve di glicogeno e di trigliceridi presenti nelle cellule dei muscoli e successivamente dall’aumentata fornitura di glucosio e di trigliceridi presenti nelle riserve epatiche e negli adipociti del tessuto grasso. Il comportamento della glicemia nel sangue dipenderà dall’entità e dalla durata dello sforzo, ma anche dall’entità delle riserve energetiche presenti sia nei muscoli che nel fegato. Inoltre, maggiore è il grado d’allenamento e maggiore sarà l’entità delle riserve; quest’ultime, tuttavia, non possono essere valutate “a priori”, essendo molto variabili da persona a persona.
Con uno sforzo moderato, il livello glicemico non subisce variazioni molto importanti, tuttavia, con un lavoro muscolare più intenso l’abbassamento della glicemia può raggiungere un livello di guardia (4 mmol/l. = 72 mg%) e se l’esercizio si prolunga al di là d’un certo tempo (di solito oltre 30’) può subentrare un abbassamento importante ed anche una vera ipoglicemia. Questo rischio può essere reale soprattutto nei pazienti di tipo 1 la cui glicemia viene influenzata non solo dal lavoro muscolare e dalle riserve, ma dall’insulina che viene iniettata. Inoltre, in questi pazienti, il riassorbimento dell’insulina può essere accelerato dal lavoro muscolare nella sede dell’iniezione e provocare quindi un più rapido abbassamento della glicemia.
Nel diabetico di tipo 2, ove predomina una insulino-resistenza, l’esercizio fisico regolare migliora la sensibilità all’insulina ed è stato dimostrato che questo miglioramento comporta, a sua volta, un maggior afflusso di glucosio nell’interno delle cellule muscolari. Questo miglioramento è connesso ad un aumento dei recettori insulinici e dei canali trasportatori GLUT 4, situati sulle membrane delle cellule muscolari. Pertanto, specie per coloro che fanno insulina e che affrontano esercizi fisici più impegnativi e prolungati, è opportuno osservare alcune precauzioni che riassumiamo nelle seguenti direttive, allo scopo di evitare delle brutte sorprese.

Direttive generali.
Le prescrizioni troppo dettagliate e particolari non possono essere formulate, poiché possono variare a dipendenza dell’intensità e della durata dell’attività fisica, e del tipo di sport praticato. Queste direttive concernono il controllo della glicemia (1) l’insulina (2) e la dieta (3).

1.) Glucosio

  • Misura il glucosio nel sangue prima, durante, dopo l’esercizio.
  • Se prima dell’esercizio il glucosio nel sangue è superiore a 14 mmol/l. (250 mg%), cerca la presenza di acetone nell’orina: se positivo rinuncia allo sforzo.
  • Se il glucosio nel sangue è superiore a 16.5 mmol/l. (300 mg%) prima dell’esercizio, è opportuno rinunciare all’esercizio, anche in assenza di acetone.
  • Se il glucosio nel sangue è inferiore a 5,5 mmol/l. (100 mg%) ingerisci 20 gr. di carboidrati (2 Eq. pane oppure 4 zollette di zucchero) e controlla la glicemia dopo 1 h.
  • Impara a conoscere il comportamento della tua glicemia durante lo sforzo.
  • Ricordati che un’ipoglicemia può sempre sopraggiungere dopo lo sforzo, anche qualche ora dopo!

2.) Insulina

  • Riduci prima dello sforzo la dose d’insulina rapida della metà o del 30%, a secondo dell’importanza e della durata, come pure quella dell’insulina intermedia o mista.
  • Dopo l’esercizio, un supplemento d’insulina può essere necessario se l’apporto alimentare è aumentato. Tuttavia, se l’esercizio ha avuto una durata prolungata (3-4 h.), allora bisogna ridurre le dose di insulina, pur consumando una quantità superiore di carboidrati.

3.) Dieta

  • Non intraprendere un esercizio fisico 1-2 h. dopo un pasto principale
  • Prendi sempre con te dei carboidrati facilmente digeribili da poter consumare durante lo sforzo.
  • Se lo sforzo dura più di 1 h., consumare almeno 2 Eq. pane ogni ora (4 zollette di zucchero).
  • Se non è stato possibile ridurre la dose d’insulina, consumare 2-3 Eq. pane prima dell’esercizio.

Dr. V. Tatti

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