Diabete sommerso

E' possibile immergersi in sicurezza rispettando alcune semplici avvertenze.

Foto: Jonathan Sala (Corteglia) – Saint John, Egitto 2011

Il subacqueo diabetico può immergersi in sicurezza, per sé e per gli altri compagni di immersione, rispettando alcune avvertenze. Già in maggio del 1996 la Undersea and Hyperbaric Medical Society (UHMS) aveva organizzato il meeting "diabete e immersione". Gli esperti furono prudenti: anche se i dati epidiemologici del DAN (Divers Alert Network) non evidenziavano differenze nella probabilità di subire un problema in immersione tra diabetici e sani (solo 8 dei 2400 incidenti in immersione nel periodo 1989-1994, riguardavano subacquei diabetici),si decise che l'immersione era potenzialmente rischiosa per i diabetici per il rischio di improvvisa perdita di coscienza, possibile annegamento e compromissione della sicurezza per i compagni di immersione sani. Fu considerato che, durante l'immersione profonda, i sintomi della eventuale ipoglicemia avrebbero potuto essere erroneamente interpretati come narcosi da profondità. Si raccomandò che i subacquei diabetici fossero periodicamente sottoposti a controlli per individuare eventuali complicazioni del diabete. Infine si ritenne necessaria un'ulteriore ricerca per rispondere alle molte domande che, allora, restavano senza risposta. Nel 1997 il DAN iniziò il progetto di ricerca su diabete insulino dipendente e immersioni. I risultati dello studio, hanno confermato che il diabetico, se ben equilibrato non è a rischio significativo di ipoglicemia in immersione.

Foto: Jonathan Sala (Corteglia) – Marsa Alam, Egitto 2010
Foto: Jonathan Sala (Corteglia) – Palau, Micronesia 2011

L'immersione con autorespiratore, in condizioni normali è classificabile come attività aereobica alattacida di bassa intensità (pinneggiamento lento e movimenti delle braccia) con un dispendio energetico equiparabile al nuoto in superficie. Bisogna tuttavia considerare anche la fase di preparazione (vestizione,trasporto e monitoraggio dell'attrezzatura, raggiungimento del punto di immersione); le condizioni ambientali possono comportare escursioni termiche importanti (caldo in superficie, freddo in immersione) e i possibili imprevisti (correnti, onde, problemi di orientamento). Tutte queste componenti fanno dell'attività subacquea un esercizio discretamente impegnativo che richiede una buona condizione fisica generale e pertanto sono causa di non idoneità le condizioni indicate nella tabella 1. Come alimentazione, il giorno precedente l'immersione è consigliata una abbondante assunzione di liquidi e pranzi regolari. Il giorno dell'immersione: aumentare la colazione di ca. 200 kcal (carboidrati e proteine) e, prima dell'immersione bere almeno 2-4 bicchieri di liquidi non calorici. Immediatamente prima dell'immersione aussumere un piccolo spuntino di ca. 100 kcal (carboidrati). Dopo l'immersione: se la glicemia fosse inferiore a 5 mmol/l assumere carboidrati (snack) e ricontrollare la glicemia dopo 30 minuti; se la glicemia fosse uguale o superiore a 5 mmol/l è consigliabile uno spuntino di carboidrati e proteine.

Per quanto riguarda la terapia insulinica, l'atteggiamento generale è di grande prudenza. Il comportamento deve essere personalizzato, comunque l'indicazione generale è di ridurre, nel giorno dell'immersione che nelle dodici ore seguenti, la dose di insulina basale e rapida (vedi tabella 2).
Immediatamente prima dell'entrata in acqua la decisione sull'opportunità o meno di effettuare l'immersione va presa considerando i valori glicemici assoluti, la loro dinamica, la presenza o meno di chetoneima.

Tabella.1: criteri d'esclusione all'attività subacquea per i diabetici elaborati dall'American Diabetes Association (ADA) e della Undersea and Hyperbaric Medical Society (UHMS)
Tabella 2

La glicemia si considera stabile quando le variazioni fra una rilevazione e la successiva non siano superiori al 20%. E' consigliato un controllo della glicemia 60 minuti, 30 minuti e 10 minuti prima dell'immersione. Se i valori fossero stabili, l'immersione è consentita qualora la glicemia sia uguale o superiore al 8.5 mmol/l. Se i valori fossero in aumento, l'immersione è consentita qualora la glicemia sia uguale o maggiore di 7 mmol/l. Se i valori fossero in discesa è necessario sospendere l'immersione. Divieto assoluto di immersione qualora la glicemia sia inferiore a 7 mmol/l. La pianificazione dell'immersione per il subacqueo diabetico deve prevedere alcune regole: vestizione adeguata per la protezione dal freddo. Profondità massima 30 metri, per evitare confusione tra i sintomi di ipoglicemia e quelli della narcosi da profondità. Rimanere nella curva di sicurezza (evitare l'obbligo delle tappe da decompressione, nella quali potrebbe essere problematico gestire una crisi ipoglicemica). Calcolare in maniera "conservativa" la decompressione (è facile la disidratazione): considerare come la permanenza alla massima profondità fosse stata maggiore di quella reale (se si utilizzano le tabelle di decompressione) oppure ridurre del 20% il tempo di non decompressione (No Decompression Time-NDT) segnalato dal computer subacqueo sul fondo (per esempio per un NDT di 20 minuti, iniziare la risalita al sedicesimo minuto di permanenza sul fondoI). Aggiungere una sosta di sicurezza di 2 minuti e 30 secondi a 10 metri (solo se la profondità massima è stata tra i 25 e 30 metri) e una sosta  di 5 minuti a 5 metri (per qualsiasi profondità massima). Mantenere una velocità di risalita fra le soste di 9-10 metri al minuto. Per trattare l'eventuale ipoglicemia che insorga durante l'immersione, tenere sempre a disposizione nel GAV due tubi di glucosio (gel o simili). Lo stesso vale per il compagno di coppia che deve essere informato del problema e istruito su come affrontare eventuali necessità. In casi di comparsa di sintomatologia ipoglicemica (ipo) in acqua, segnalarlo immediatamente al compagno di immersione. Se si è già in immersione, usare segnale manuale concordato ("L" – vedi figura 1). 

Ritornare in superficie con il sistema di risalita in emergenza in coppia. In superficie gonfiare il GAV e assumere glucosio per via orale. Nel 2011 è stata costituita l'Associazione Diabete Sommerso finalizzata a promuovere studi scientifici per facilitare l'immersione dei subacquei diabetici.

Dr. Pasquale Longobardi

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