Finalmente! Risoluzione dell’ONU no. 61/225 del 20 dicembre 2006

La Federazione Internazionale del diabete, preoccupata, a giusta ragione, della progressiva espansione del diabete nel mondo (il cui numero di pazienti raddoppierà nel 2025, per raggiungere la cifra di 300 Milioni di persone), nel mese di giugno 2006 aveva lanciato un appello all’ONU, dal titolo “Uniti per il diabete”. Con questo appello si intendeva smuovere le acque affinchè le diverse comunità nazionali prendessero coscienza della gravità del problema, cercando di correre ai ripari, con delle misure igienico-sanitarie e profilattiche, mettendo a disposizione tutti i mezzi necessari per operare efficacemente anche a livello dei paesi sotto-sviluppati od in via di sviluppo.
Con la risoluzione adottata il 20 dicembre 2006, l’ONU ha recepito il messaggio, dando seguito ad una proposta che era stata avanzata dalla Repubblica del Bengladesh. Di seguito, riportiamo il testo integrale della Risoluzione 61/225, da noi tradotta liberamente dall’inglese.
Siamo particolarmente soddisfatti di questa risoluzione concernente il diabete anche per una ragione di principio: finalmente, per la prima volta viene riconosciuto in modo ufficiale che il diabete è una malattia cronica non-comunicabile e non-trasmissibile ma estremamente grave e che rappresenta una minaccia globale per l’umanità, altrettanto grave quanto le malattie infettive di natura epidemica!
Si tratta d’un riconoscimento internazionale che invoglierà e stimolerà tutte le nazioni a mobilitarsi per far fronte alla crescente diffusione della malattia, stanziando i crediti necessari nell’ambito d’una legislazione che permetta di lottare con maggior efficacia ovunque nel mondo ed anche nel nostro paese. Nell’appello per il 50° dell’ASD, che pubblichiamo pure in questo numero del Giornale, non a caso la direttrice dell’ASD, Signora D. Fischer-Taeschler, ha fatto allusione a questa assenza di base legale: infatti, la legge attualmente in vigore in svizzera prende in considerazione sinora soltanto la lotta contro le malattie trasmissibili, insomma contro le epidemie causate dalle malattie infettive. Osiamo sperare che in tempi brevi il Parlamento possa preparare una legge che riconosca ufficialmente il diabete quale malattia cronica, necessitante di aiuti ed appoggi, in grado di frenarne la diffusione, aiuti dei quali potrà beneficiarne anche la nostra associazione, onde possa intervenire efficacemente sul terreno facendo opera di prevenzione.

Dr. Vincenzo Tatti

La risoluzione (61/225) dell’ONU del 20 dicembre 2006:

L’assemblea generale,

  • richiamati i risultati di precedenti dichiarazioni di conferenze internazionali inerenti agli sviluppi socioeconomici della salute,
  • riconoscendo che gli sforzi in atto da parte dei sistemi sanitari internazionali si trova in una situazione critica per raggiungere gli scopi prefissati,
  • ammettendo, inoltre, che il diabete è una malattia cronica, debilitante e costosa, associata a gravi complicazioni che espongono le famiglie, i singoli Stati ed il mondo intero a gravi rischi ed a serie difficoltà per raggiungere gli scopi internazionalmente auspicati,
  • Ribadendo, le risoluzioni adottate il 19 maggio 1989 da parte dell’Assemblea Mondiale della salute sulla prevenzione e sul controllo del diabete mellito e quella del 22 maggio 1994 circa la strategia globale sulla dieta, l’attività fisica e sulla sanità in generale,
  • accettando di buon grado il fatto che la Federazione Internazionale del diabete celebra già sin dal 1991 il 14 novembre la Giornata Mondiale del Diabete e che la stessa viene pure sponsorizzata dall’Organizzazione mondiale della salute (OMS),
  • riconoscendo l’urgente bisogno di proseguire gli sforzi multilaterali per promuovere e migliorare la salute ed assicurare a tutti l’accesso alla terapia ed all’educazione della salute.

  • 1. Decide di designare il 14 novembre Giornata Mondiale del Diabete, una ricorrenza che verrà osservata ogni anno a partire dal 2007 come una Giornata delle Nazioni Unite.
  • 2. Invita tutti gli Stati membri, tutte le più importanti organizzazioni attive nel sistema delle Nazioni Unite ed altre organizzazioni attive nella società civile, come pure le organizzazioni non-governative e quelle del settore privato, di celebrare la Giornata Mondiale del Diabete in modo appropriato allo scopo di attirare l’attenzione del pubblico sul diabete e sulle sue complicazioni, come pure sulla sua prevenzione e cura, passando attraverso l’educazione ed i mass-media.
  • 3. Incoraggia gli Stati Membri a sviluppare a livello nazionale una politica di prevenzione, terapia e cura del diabete in concordanza con uno sviluppo sostenibile del suo sistema sanitario, tenendo conto delle direttive sviluppate a livello internazionale.
  • 4. Incarica il Segretario Generale di sottoporre la presente risoluzione all’attenzione di tutti gli Stati Membri di tutte le organizzazioni appartenenti alle Nazioni Unite.

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Finalmente! Risoluzione dell’ONU no. 61/225 del 20 dicembre 2006

La Federazione Internazionale del diabete, preoccupata, a giusta ragione, della progressiva espansione del diabete nel mondo (il cui numero di pazienti raddoppierà nel 2025, per raggiungere la cifra di 300 Milioni di persone), nel mese di giugno 2006 aveva lanciato un appello all’ONU, dal titolo “Uniti per il diabete”. Con questo appello si intendeva smuovere le acque affinchè le diverse comunità nazionali prendessero coscienza della gravità del problema, cercando di correre ai ripari, con delle misure igienico-sanitarie e profilattiche, mettendo a disposizione tutti i mezzi necessari per operare efficacemente anche a livello dei paesi sotto-sviluppati od in via di sviluppo.
Con la risoluzione adottata il 20 dicembre 2006, l’ONU ha recepito il messaggio, dando seguito ad una proposta che era stata avanzata dalla Repubblica del Bengladesh. Di seguito, riportiamo il testo integrale della Risoluzione 61/225, da noi tradotta liberamente dall’inglese.
Siamo particolarmente soddisfatti di questa risoluzione concernente il diabete anche per una ragione di principio: finalmente, per la prima volta viene riconosciuto in modo ufficiale che il diabete è una malattia cronica non-comunicabile e non-trasmissibile ma estremamente grave e che rappresenta una minaccia globale per l’umanità, altrettanto grave quanto le malattie infettive di natura epidemica!
Si tratta d’un riconoscimento internazionale che invoglierà e stimolerà tutte le nazioni a mobilitarsi per far fronte alla crescente diffusione della malattia, stanziando i crediti necessari nell’ambito d’una legislazione che permetta di lottare con maggior efficacia ovunque nel mondo ed anche nel nostro paese. Nell’appello per il 50° dell’ASD, che pubblichiamo pure in questo numero del Giornale, non a caso la direttrice dell’ASD, Signora D. Fischer-Taeschler, ha fatto allusione a questa assenza di base legale: infatti, la legge attualmente in vigore in svizzera prende in considerazione sinora soltanto la lotta contro le malattie trasmissibili, insomma contro le epidemie causate dalle malattie infettive. Osiamo sperare che in tempi brevi il Parlamento possa preparare una legge che riconosca ufficialmente il diabete quale malattia cronica, necessitante di aiuti ed appoggi, in grado di frenarne la diffusione, aiuti dei quali potrà beneficiarne anche la nostra associazione, onde possa intervenire efficacemente sul terreno facendo opera di prevenzione.

Dr. Vincenzo Tatti

La risoluzione (61/225) dell’ONU del 20 dicembre 2006:

L’assemblea generale,

  • richiamati i risultati di precedenti dichiarazioni di conferenze internazionali inerenti agli sviluppi socioeconomici della salute,
  • riconoscendo che gli sforzi in atto da parte dei sistemi sanitari internazionali si trova in una situazione critica per raggiungere gli scopi prefissati,
  • ammettendo, inoltre, che il diabete è una malattia cronica, debilitante e costosa, associata a gravi complicazioni che espongono le famiglie, i singoli Stati ed il mondo intero a gravi rischi ed a serie difficoltà per raggiungere gli scopi internazionalmente auspicati,
  • Ribadendo, le risoluzioni adottate il 19 maggio 1989 da parte dell’Assemblea Mondiale della salute sulla prevenzione e sul controllo del diabete mellito e quella del 22 maggio 1994 circa la strategia globale sulla dieta, l’attività fisica e sulla sanità in generale,
  • accettando di buon grado il fatto che la Federazione Internazionale del diabete celebra già sin dal 1991 il 14 novembre la Giornata Mondiale del Diabete e che la stessa viene pure sponsorizzata dall’Organizzazione mondiale della salute (OMS),
  • riconoscendo l’urgente bisogno di proseguire gli sforzi multilaterali per promuovere e migliorare la salute ed assicurare a tutti l’accesso alla terapia ed all’educazione della salute.

  • 1. Decide di designare il 14 novembre Giornata Mondiale del Diabete, una ricorrenza che verrà osservata ogni anno a partire dal 2007 come una Giornata delle Nazioni Unite.
  • 2. Invita tutti gli Stati membri, tutte le più importanti organizzazioni attive nel sistema delle Nazioni Unite ed altre organizzazioni attive nella società civile, come pure le organizzazioni non-governative e quelle del settore privato, di celebrare la Giornata Mondiale del Diabete in modo appropriato allo scopo di attirare l’attenzione del pubblico sul diabete e sulle sue complicazioni, come pure sulla sua prevenzione e cura, passando attraverso l’educazione ed i mass-media.
  • 3. Incoraggia gli Stati Membri a sviluppare a livello nazionale una politica di prevenzione, terapia e cura del diabete in concordanza con uno sviluppo sostenibile del suo sistema sanitario, tenendo conto delle direttive sviluppate a livello internazionale.
  • 4. Incarica il Segretario Generale di sottoporre la presente risoluzione all’attenzione di tutti gli Stati Membri di tutte le organizzazioni appartenenti alle Nazioni Unite.

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