II diabete continua a diffondersi nel mondo Secondo «The Lancet» entro il 2025 si passerà da 246 a 380 milioni di malati

Un numero speciale della rivista britannica prevede che il problema si andrà aggravando soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Urgono programmi di prevenzione.

LONDRA. Da qui al 2025 si passerà da 246 a 380 milioni di diabetici nel mondo, non risparmiando nessuno, anzi il problema si andrà accentuando proprio nei paesi in via di sviluppo dove il controllo della malattia è già oggi più difficile e dunque le complicazioni si prospettano ancora maggiori negli anni a venire. È questo l’allarme lanciato nella serie speciale «Diabetes Special Issue» dalla rivista britannica The Lancet.

E un altro pericolo si intravede già all’orizzonte: infatti ad aumentare non è solo il diabete adulto, quello legato all’obesità e la cui diffusione cresce parallelamente al problema dei chili di troppo, ma anche il diabete giovanile, insulinodipendente.

Per quest’ultima forma, che colpisce bimbi sempre più piccoli, si stanno constatando ritmi di aumento del 2,5 3,0 per cento l’anno, con picchi in Finlandia e in Sardegna, dove, secondo uno studio citato dalla stessa rivista The Lancet, nella prima metà degli anni Novanta l’incidenza era già di 37 nuovi casi ogni anno per centomila persone, contro incidenze in altri paesi di soli 0,1 casi.

«Il diabete  scrive ancora The Lancet  è causa del 6 per cento della mortalità totale globale, e il 50 per cento dei decessi legati al diabete è attribuibile a malattie cardiovascolari, conseguenze indirette della patologia.Con appropriati programmi e strategie di prevenzione  fa notare ancora The Lancet nelle sue conclusioni  gran parte della diffusione e mortalità del diabete sarebbe prevenibile».Corriere del Ticino, 21.5.2008

Torna sù

II diabete continua a diffondersi nel mondo Secondo «The Lancet» entro il 2025 si passerà da 246 a 380 milioni di malati

Un numero speciale della rivista britannica prevede che il problema si andrà aggravando soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Urgono programmi di prevenzione.

LONDRA. Da qui al 2025 si passerà da 246 a 380 milioni di diabetici nel mondo, non risparmiando nessuno, anzi il problema si andrà accentuando proprio nei paesi in via di sviluppo dove il controllo della malattia è già oggi più difficile e dunque le complicazioni si prospettano ancora maggiori negli anni a venire. È questo l’allarme lanciato nella serie speciale «Diabetes Special Issue» dalla rivista britannica The Lancet.

E un altro pericolo si intravede già all’orizzonte: infatti ad aumentare non è solo il diabete adulto, quello legato all’obesità e la cui diffusione cresce parallelamente al problema dei chili di troppo, ma anche il diabete giovanile, insulinodipendente.

Per quest’ultima forma, che colpisce bimbi sempre più piccoli, si stanno constatando ritmi di aumento del 2,5 3,0 per cento l’anno, con picchi in Finlandia e in Sardegna, dove, secondo uno studio citato dalla stessa rivista The Lancet, nella prima metà degli anni Novanta l’incidenza era già di 37 nuovi casi ogni anno per centomila persone, contro incidenze in altri paesi di soli 0,1 casi.

«Il diabete  scrive ancora The Lancet  è causa del 6 per cento della mortalità totale globale, e il 50 per cento dei decessi legati al diabete è attribuibile a malattie cardiovascolari, conseguenze indirette della patologia.Con appropriati programmi e strategie di prevenzione  fa notare ancora The Lancet nelle sue conclusioni  gran parte della diffusione e mortalità del diabete sarebbe prevenibile».Corriere del Ticino, 21.5.2008

Torna sù