Il gruppo escursionisti

L’ATD ha deciso di creare un Gruppo Escursionisti ossia di chiamare a raccolta il maggior numero possibile di persone diabetiche che intendono partecipare a delle escursioni che verranno organizzate nel corso del corrente anno.

Lo scopo, che sta alla base di questa iniziativa è triplice:

  • 1. promuovere l’esercizio fisico, sottolineandone cosi l’importanza ed il ruolo che riveste nella cura del diabete ed i benefici che se ne ricavano.
  • 2. dare l’occasione ai membri dell’ATD di andare alla scoperta di luoghi particolarmente suggestivi del nostro Cantone (ed ignorati dalla maggior parte di noi!).
  • 3. stimolare la solidarietà ed i legami d’amicizia tramite la reciproca conoscenza fra i membri della nostra associazione, ossia fra persone accomunate da una stessa realtà e da uno stesso destino, il diabete!

Ogni gita sarà di facile percorrenza e d’una durata relativamente breve: 2-3h. al massimo, ma ogni volta cercheremo di percorrere sentieri che si snodano attraverso gli innumerevoli ed incantevoli luoghi che caratterizzano il nostro Cantone: insomma, una specie di riscoperta del nostro territorio. Ogni gita diventa cosi l’occasione per scoprire il variegato patrimonio paesaggistico ed anche culturale del nostro Cantone e per ammirare alcuni dei tanti piccoli gioielli che possediamo e che tanto ci invidiano gli stranieri e che noi stessi sovente ignoriamo.

Sforzo fisico e glicemia.
Dal profilo strettamente diabetologico, la creazione d’un Gruppo di Escursionisti vuol essere un forte richiamo alla necessità d’incoraggiare, promuovere e stimolare presso ogni persona diabetica l’esercizio fisico. Questo richiamo si basa sulla constatazione che l’energia che si sviluppa durante il lavoro muscolare viene prodotta grazie al consumo di glucosio (ed in caso di necessità anche dei trigliceridi).
Prolungandosi lo sforzo al di là dei 30 minuti, l’organismo è costretto ad utilizzare anche il glucosio di riserva (il glicogeno) e quello che è accumulato nel fegato. Quando quest’ultimi tendono ad esaurirsi, subentra un calo del tasso glicemico del sangue che può scendere anche aldisotto dei limiti di sicurezza (4 mmol/l.) dando origine ad una crisi di ipoglicemia. La liberazione di energia da parte del glucosio è possibile poiché all’interno delle cellule avviene un processo di combustione che a sua volta comporta un processo di ossidazione che libera, oltre all’energia, anche calore. L’ossidazione, a sua volta, comporta un consumo d’ossigeno, il cui apporto «in loco» viene assicurato dal trasporto tramite l’emoglobina che capta l’ossigeno a livello degli alveoli polmonari. Questa captazione presuppone quindi una ventilazione alveolare assicurata, a sua volta, dalla respirazione polmonare.
L’apporto d’ossigeno ai tessuti, d’altra parte, richiede una capillarizzazione ottimale, presuppone cioè delle condizioni circolatorie locali ottimali con dei vasi sanguigni integri (esenti da incrostazioni arteriosclerotiche) ed una rete di capillari ben sviluppata. Quest’ultima è tanto più sviluppata, quanto più intenso è l’allenamento fisico. Sotto sforzo anche la sensibilità dei tessuti all’insulina aumenta e pertanto anche i processi ossidativi ed enzimatici che contribuiscono alla combustione del glucosio ne risultano esaltati e più pronunciati: facile quindi dedurre che, perdurando lo sforzo, il rischio di ipoglicemia si accentua, sia nel diabete di tipo 1 che in quello di tipo 2.

Tenuto conto di queste considerazioni, all’inizio di ogni gita verrà eseguito una glicemia come pure alla fine. Questi controlli, ovviamente necessari, acquistano una valenza didattica particolare permettendo, ad ogni partecipante, di rendersi personalmente conto dell’impatto dell’esercizio fisico sul proprio equilibrio glico-metabolico: ed è questo anche uno dei motivi principali che ci hanno indotti a mettere in piedi questo Gruppo di Escursionisti.

Il programma delle gite è indicato nell’agenda o può essere richiesto al nostro segretariato.

Ogni gita sarà diretta ed organizzata nei suoi dettagli dalla Signorina Tamò, che ringraziamo sentitamente della sua disponibilità.

Preghiamo pertanto ogni interessato a volersi annunciare presso il nostro segretariato a Bellinzona (Telefono Nr.: 091 826 26 78)

Il Comitato ATD

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Il gruppo escursionisti

L’ATD ha deciso di creare un Gruppo Escursionisti ossia di chiamare a raccolta il maggior numero possibile di persone diabetiche che intendono partecipare a delle escursioni che verranno organizzate nel corso del corrente anno.

Lo scopo, che sta alla base di questa iniziativa è triplice:

  • 1. promuovere l’esercizio fisico, sottolineandone cosi l’importanza ed il ruolo che riveste nella cura del diabete ed i benefici che se ne ricavano.
  • 2. dare l’occasione ai membri dell’ATD di andare alla scoperta di luoghi particolarmente suggestivi del nostro Cantone (ed ignorati dalla maggior parte di noi!).
  • 3. stimolare la solidarietà ed i legami d’amicizia tramite la reciproca conoscenza fra i membri della nostra associazione, ossia fra persone accomunate da una stessa realtà e da uno stesso destino, il diabete!

Ogni gita sarà di facile percorrenza e d’una durata relativamente breve: 2-3h. al massimo, ma ogni volta cercheremo di percorrere sentieri che si snodano attraverso gli innumerevoli ed incantevoli luoghi che caratterizzano il nostro Cantone: insomma, una specie di riscoperta del nostro territorio. Ogni gita diventa cosi l’occasione per scoprire il variegato patrimonio paesaggistico ed anche culturale del nostro Cantone e per ammirare alcuni dei tanti piccoli gioielli che possediamo e che tanto ci invidiano gli stranieri e che noi stessi sovente ignoriamo.

Sforzo fisico e glicemia.
Dal profilo strettamente diabetologico, la creazione d’un Gruppo di Escursionisti vuol essere un forte richiamo alla necessità d’incoraggiare, promuovere e stimolare presso ogni persona diabetica l’esercizio fisico. Questo richiamo si basa sulla constatazione che l’energia che si sviluppa durante il lavoro muscolare viene prodotta grazie al consumo di glucosio (ed in caso di necessità anche dei trigliceridi).
Prolungandosi lo sforzo al di là dei 30 minuti, l’organismo è costretto ad utilizzare anche il glucosio di riserva (il glicogeno) e quello che è accumulato nel fegato. Quando quest’ultimi tendono ad esaurirsi, subentra un calo del tasso glicemico del sangue che può scendere anche aldisotto dei limiti di sicurezza (4 mmol/l.) dando origine ad una crisi di ipoglicemia. La liberazione di energia da parte del glucosio è possibile poiché all’interno delle cellule avviene un processo di combustione che a sua volta comporta un processo di ossidazione che libera, oltre all’energia, anche calore. L’ossidazione, a sua volta, comporta un consumo d’ossigeno, il cui apporto «in loco» viene assicurato dal trasporto tramite l’emoglobina che capta l’ossigeno a livello degli alveoli polmonari. Questa captazione presuppone quindi una ventilazione alveolare assicurata, a sua volta, dalla respirazione polmonare.
L’apporto d’ossigeno ai tessuti, d’altra parte, richiede una capillarizzazione ottimale, presuppone cioè delle condizioni circolatorie locali ottimali con dei vasi sanguigni integri (esenti da incrostazioni arteriosclerotiche) ed una rete di capillari ben sviluppata. Quest’ultima è tanto più sviluppata, quanto più intenso è l’allenamento fisico. Sotto sforzo anche la sensibilità dei tessuti all’insulina aumenta e pertanto anche i processi ossidativi ed enzimatici che contribuiscono alla combustione del glucosio ne risultano esaltati e più pronunciati: facile quindi dedurre che, perdurando lo sforzo, il rischio di ipoglicemia si accentua, sia nel diabete di tipo 1 che in quello di tipo 2.

Tenuto conto di queste considerazioni, all’inizio di ogni gita verrà eseguito una glicemia come pure alla fine. Questi controlli, ovviamente necessari, acquistano una valenza didattica particolare permettendo, ad ogni partecipante, di rendersi personalmente conto dell’impatto dell’esercizio fisico sul proprio equilibrio glico-metabolico: ed è questo anche uno dei motivi principali che ci hanno indotti a mettere in piedi questo Gruppo di Escursionisti.

Il programma delle gite è indicato nell’agenda o può essere richiesto al nostro segretariato.

Ogni gita sarà diretta ed organizzata nei suoi dettagli dalla Signorina Tamò, che ringraziamo sentitamente della sua disponibilità.

Preghiamo pertanto ogni interessato a volersi annunciare presso il nostro segretariato a Bellinzona (Telefono Nr.: 091 826 26 78)

Il Comitato ATD

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