Il piede diabetico

L’ASD ha da poco pubblicato la versione in italiano del “Piede diabetico” e riteniamo opportuno fare qualche osservazione generale e qualche consiglio che può essere utile ai lettori. Il problema del piede diabetico può sollevare delle grandi apprensioni presso qualsiasi persona affetta da diabete, poiché già vede davanti agli occhi lo spettro dell’amputazione, una delle conclusioni più nefaste e deleterie d’un lungo tragitto evolutivo, contrassegnato però da negligenze, errori, trascuratezza, ecc.

Per inquadrare bene il problema occorre innanzitutto segnalare che le lesioni che degenerano in patologie gravi con ulcere e gangrene e finiscono poi con una amputazione sono la conseguenza d’una duplice patologia:

  • una neuropatia diabetica
  • una vasculopatia obliterante dei vasi arteriosi della gamba. La neuropatia diabetica è una neuropatia sensitivo-motoria che coinvolge molti nervi, ma segnatamente quelli alla periferia. Il Paziente colpito da questa complicanza va incontro alla perdita delle sensibilità: sensibilità tattile, dolorifica, termica e profonda. Il Paziente non avverte più il dolore, anche quelli provocati da piccoli traumi o ferite oppure da sorgenti di calore (acqua bollente!).

Questa situazione costituisce un pericolo costante principalmente a livello dei piedi, ma la sua apparizione sulla scena clinica è la conseguenza d’una iperglicemia elevata e trascurata per molti anni. Se, oltre a queste lesioni, sussistono anche dei disturbi circolatori consecutivi ad una vasculopatia obliterante arteriosclerotica, che riduce l’apporto di sangue, allora, e soltanto allora, si realizzano le condizioni che favoriscono l’apparizione di lesioni ulcerative che si cronicizzano e si infettano: le condizioni locali cosi compromesse facilitano anche l’apparizione di lesioni osteomielitiche, necrotiche, gangrenose che non possono più essere controllate nonostante l’impiego di ogni mezzo terapeutico, per cui ed un certo momento, l’amputazione diventa inevitabile.
Queste considerazioni mi portano a formulare le seguenti osservazioni:

  • per evitare una polineuropatia diabetica occorre, sin dall’inizio della malattia, osservare un controllo ottimale del diabete (Hb A1c sotto il 7%).
  • in assenza d’una polineuropatia una lesione ulcerosa cronica e gangrenosa è praticamente impossibile; quindi, fintanto che non esiste una diminuzione delle sensibilità ai vostri piedi, non dovete preoccuparvi oltre misura ed una amputazione è assai improbabile.
  • le lesioni vascolari obliteranti di natura arteriosclerotica sono a loro volta favorite da una iperglicemia elevata persistente, associata al fumo delle sigarette, ad una ipertensione arteriosa e ad una ipercolesterolemia: si tratta di fattori che oggi possono e devono essere tenuti sotto controllo.

Conclusioni
il fantasma dell’amputazione oggi non dovrebbe più preoccupare ogni paziente che, adeguandosi ai principi terapeutici moderni, riesce a tenere sotto un controllo ottimale il Suo diabete.

Dr. V. Tatti

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Il piede diabetico

L’ASD ha da poco pubblicato la versione in italiano del “Piede diabetico” e riteniamo opportuno fare qualche osservazione generale e qualche consiglio che può essere utile ai lettori. Il problema del piede diabetico può sollevare delle grandi apprensioni presso qualsiasi persona affetta da diabete, poiché già vede davanti agli occhi lo spettro dell’amputazione, una delle conclusioni più nefaste e deleterie d’un lungo tragitto evolutivo, contrassegnato però da negligenze, errori, trascuratezza, ecc.

Per inquadrare bene il problema occorre innanzitutto segnalare che le lesioni che degenerano in patologie gravi con ulcere e gangrene e finiscono poi con una amputazione sono la conseguenza d’una duplice patologia:

  • una neuropatia diabetica
  • una vasculopatia obliterante dei vasi arteriosi della gamba. La neuropatia diabetica è una neuropatia sensitivo-motoria che coinvolge molti nervi, ma segnatamente quelli alla periferia. Il Paziente colpito da questa complicanza va incontro alla perdita delle sensibilità: sensibilità tattile, dolorifica, termica e profonda. Il Paziente non avverte più il dolore, anche quelli provocati da piccoli traumi o ferite oppure da sorgenti di calore (acqua bollente!).

Questa situazione costituisce un pericolo costante principalmente a livello dei piedi, ma la sua apparizione sulla scena clinica è la conseguenza d’una iperglicemia elevata e trascurata per molti anni. Se, oltre a queste lesioni, sussistono anche dei disturbi circolatori consecutivi ad una vasculopatia obliterante arteriosclerotica, che riduce l’apporto di sangue, allora, e soltanto allora, si realizzano le condizioni che favoriscono l’apparizione di lesioni ulcerative che si cronicizzano e si infettano: le condizioni locali cosi compromesse facilitano anche l’apparizione di lesioni osteomielitiche, necrotiche, gangrenose che non possono più essere controllate nonostante l’impiego di ogni mezzo terapeutico, per cui ed un certo momento, l’amputazione diventa inevitabile.
Queste considerazioni mi portano a formulare le seguenti osservazioni:

  • per evitare una polineuropatia diabetica occorre, sin dall’inizio della malattia, osservare un controllo ottimale del diabete (Hb A1c sotto il 7%).
  • in assenza d’una polineuropatia una lesione ulcerosa cronica e gangrenosa è praticamente impossibile; quindi, fintanto che non esiste una diminuzione delle sensibilità ai vostri piedi, non dovete preoccuparvi oltre misura ed una amputazione è assai improbabile.
  • le lesioni vascolari obliteranti di natura arteriosclerotica sono a loro volta favorite da una iperglicemia elevata persistente, associata al fumo delle sigarette, ad una ipertensione arteriosa e ad una ipercolesterolemia: si tratta di fattori che oggi possono e devono essere tenuti sotto controllo.

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il fantasma dell’amputazione oggi non dovrebbe più preoccupare ogni paziente che, adeguandosi ai principi terapeutici moderni, riesce a tenere sotto un controllo ottimale il Suo diabete.

Dr. V. Tatti

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