L’aspirina contro il diabete

Il diabete può insorgere per varie cause, fra le quali spesso vi è l’obesità, che sta diventando sempre più un problema nella maggior parte delle nazioni più progredite. In questo caso la malattia è causata da un’eccessiva presenza di zucchero nel sangue, al punto che le cellule non riescono ad assorbirlo e utilizzarlo. Questa forma di diabete insorge di solito in età relativamente avanzata e può portare a disfunzioni come cecità, problemi renali e cardiovascolari e, a volte, anche amputazioni. Che cosa si può fare? Oltre che da una sana dieta, un gruppo di ricercatori della Harvard Medical School di Boston ha scoperto che un aiuto potrebbe provenire da un farmaco che può ormai essere considerato a buon diritto una panacea quasi universale: l’aspirina. L’aspirina si è rivelata nel tempo un farmaco potentissimo, in grado di ridurre i rischi di infarto e ictus ma anche di proteggere contro il tumore al colon e di inibire una proteina che aiuta il virus HIV a moltiplicarsi. Questa molteplicità di effetti deriva dalla possibilità che l’aspirina ha di legarsi a moltissime molecole presenti nel nostro organismo. Sicuramente molti possibili impieghi di questo farmaco devono ancora essere scoperti. Da tempo però si è compreso che forti dosi di aspirina possono anche far calare il livello degli zuccheri nel sangue e curare le gravi condizioni infiammatorie che causano malattie come l’artrite reumatica: due fatti solo apparentemente non correlati. L’azione anti-nfiammatoria dell’aspirina è dovuta alla sua azione bloccante nei riguardi di un enzima coinvolto nelle infiammazioni. Questo enzima ha però a propria volta anche un altro effetto nefasto perché impedisce all’insulina di essere utilizzata dalle cellule, che ne hanno bisogno per assorbire gli zuccheri dal sangue. Bloccando l’enzima si aumenta quindi la naturale sensibilità all’insulina dei tessuti, che riescono così ad assorbire più zucchero.

I ricercatori hanno già svolto qualche esperimento con topi obesi e diabetici, constatando una riduzione del livello degli zuccheri nel sangue. Purtroppo, però, le dosi di aspirina richieste per curare il diabete sono talmente alte che potrebbero rivelarsi pericolose per gli esseri umani a causa di altri effetti collaterali. Per esempio, l’aspirina è pure un fluidificante del sangue che può causare pericolose emorragie gastrointestinali. Proprio per questo gli studiosi stanno compiendo esperimenti anche con altri medicinali simili, in grado di inibire lo stesso enzima ma senza la tossicità dell’aspirina.

Aldo Conti

Torna sù

L’aspirina contro il diabete

Il diabete può insorgere per varie cause, fra le quali spesso vi è l’obesità, che sta diventando sempre più un problema nella maggior parte delle nazioni più progredite. In questo caso la malattia è causata da un’eccessiva presenza di zucchero nel sangue, al punto che le cellule non riescono ad assorbirlo e utilizzarlo. Questa forma di diabete insorge di solito in età relativamente avanzata e può portare a disfunzioni come cecità, problemi renali e cardiovascolari e, a volte, anche amputazioni. Che cosa si può fare? Oltre che da una sana dieta, un gruppo di ricercatori della Harvard Medical School di Boston ha scoperto che un aiuto potrebbe provenire da un farmaco che può ormai essere considerato a buon diritto una panacea quasi universale: l’aspirina. L’aspirina si è rivelata nel tempo un farmaco potentissimo, in grado di ridurre i rischi di infarto e ictus ma anche di proteggere contro il tumore al colon e di inibire una proteina che aiuta il virus HIV a moltiplicarsi. Questa molteplicità di effetti deriva dalla possibilità che l’aspirina ha di legarsi a moltissime molecole presenti nel nostro organismo. Sicuramente molti possibili impieghi di questo farmaco devono ancora essere scoperti. Da tempo però si è compreso che forti dosi di aspirina possono anche far calare il livello degli zuccheri nel sangue e curare le gravi condizioni infiammatorie che causano malattie come l’artrite reumatica: due fatti solo apparentemente non correlati. L’azione anti-nfiammatoria dell’aspirina è dovuta alla sua azione bloccante nei riguardi di un enzima coinvolto nelle infiammazioni. Questo enzima ha però a propria volta anche un altro effetto nefasto perché impedisce all’insulina di essere utilizzata dalle cellule, che ne hanno bisogno per assorbire gli zuccheri dal sangue. Bloccando l’enzima si aumenta quindi la naturale sensibilità all’insulina dei tessuti, che riescono così ad assorbire più zucchero.

I ricercatori hanno già svolto qualche esperimento con topi obesi e diabetici, constatando una riduzione del livello degli zuccheri nel sangue. Purtroppo, però, le dosi di aspirina richieste per curare il diabete sono talmente alte che potrebbero rivelarsi pericolose per gli esseri umani a causa di altri effetti collaterali. Per esempio, l’aspirina è pure un fluidificante del sangue che può causare pericolose emorragie gastrointestinali. Proprio per questo gli studiosi stanno compiendo esperimenti anche con altri medicinali simili, in grado di inibire lo stesso enzima ma senza la tossicità dell’aspirina.

Aldo Conti

Torna sù