L’autocontrollo della glicemia: i nuovi standard

In precedenti articoli apparsi su questo Giornale nel corso del 2006 avevamo già fatto allusione al fatto che i nuovi apparecchi che consentono di controllare a domicilio la glicemia saranno tarati sul plasma e non più sul sangue completo, una modifica che è opportuno rammentare, poiché i valori che si ottengono con il plasma saranno più elevati del 12%.
La pratica dell’autocontrollo della glicemia è il metodo più sicuro per ottenere una regolazione ottimale del diabete. Essa permette ad ogni paziente un rilevamento in tempo reale della propria situazione glico-metabolica e di eventuali oscillazioni, permettendo a sua volata di prendere quelle misure di correzione mirate, se necessarie, e procurando una sensazione di tranquillità e di benessere quando i valori rimangano entro quelli che abbiamo definito ottimali.
Sinora, abbiamo sempre affermato che la situazione è ottimale quando la glicemia a digiuno oscilla tra 4 e 7 mmol/l. e quando i valori post-prandiali, a 2 h. dopo i pasti, oscillano tra 7 e 8 mmol/l. e che sono insufficienti se superano gli 8 mmol/l. Questo valori venivano misurati prelevando il sangue dai polpastrelli delle dita, che fornisce il sangue completo arterio-venoso, con la presenza delle cellule del sangue, ossia in particolare, i globuli rossi.

In ospedale e nei laboratori specializzati, il dosaggio della glicemia non avviene nel sangue completo, ma nel plasma del sangue venoso, depurato dalle sue cellule ossia dai globuli dopo centrifugazione.
Questo dosaggio è più preciso e comporta dei valori che sono superiori del 12% circa rispetto a quelli ottenuti col sangue completo, creando una disparità di valutazione rispetto ai risultati attenuti col sangue completo. Si è pertanto avvertito la necessità di uniformare i procedimenti di misurazione tarando tutti gli apparecchi con i valori plasmatici. Ciò significa che tutti i nuovi apparecchi dispongono d’un meccanismo che consente di convertire automaticamente i valori del sangue completo, ossia quello prelevato dai polpastrelli, in valori plasmatici.

Pertanto, a secondo dell’apparecchio utilizzato i valori possono differire del 12% ed infatti, con l’impiego dei nuovi apparecchi (ad es. Accu-check. Aviva, Ascensia Contour,...) che riferiscono dei valori plasmatici, questi valori sono più elevati mediamente del 10%, rispetto a quelli ottenuti precedentemente col sangue completo. Pertanto, anche i valori standard, quelli che abbiamo sempre indicati come valori ottimali, discreti od insufficienti, vanno modificati ed aumentati del 10%, sia per i dosaggi eseguiti a digiuno, sia per quelli post-prandiali, eseguiti di regola 2 h. dopo la fine dei pasti.

Onde facilitare l’apprendimento di questi valori, abbiamo pensato di pubblicare una tabella che, con un colpo d’occhio, permette subito di controllare i propri risultati. Infatti, dalla stessa risulterà che a digiuno i valori ottimali oscillano dal 4 al 7,7 mmol/l. e non più sino a 7 come precedentemente, mentre se oscillano tra 7,8 e 8,8 mmol/l. sono soltanto discreti, e se sono superiori a 8,9 mmol/l. sono francamente insufficienti!

Analogamente per i risultati della glicemia post-prandiale (ossia registrati 2 h. dopo i pasti), essi saranno ottimali se non superano 8,8 mmol/l., ed insufficienti, se superiori. a 11,1 mmol/l. mentre i valori oscillanti tra 8,9 e 11 mmol/l. saranno considerati discreti!
I nuovi apparecchi che già sono sul mercato e quelli che verranno prossimamente saranno tutti tarati sul plasma; d’altra parte saranno preferiti dall’utenza poiché più piccoli e più maneggevoli, poiché dispongono d’un display più grande, utilizzano una quantità minimissima di sangue, danno il risultato in pochi secondi e sono in grado di memorizzare centinaia di risultati!!

Riassumendo, le procedure di dosaggio rimangono invariate mentre quello che cambia sono i valori che saranno più elevati del 10% rispetto a quelli che abbiamo sempre indicato nel passato, modificando insomma i valori standard, come risulta dalla tabella allegata.

Queste differenze non dovrebbero provocare grandi scombussolamenti, tuttavia chi utilizza l’insulina dovrebbe relativizzare i valori più elevati non aumentando il dosaggio dell’insulina.

Dr. V. Tatti

L’autocontrollo della glicemia: i nuovi standard

In precedenti articoli apparsi su questo Giornale nel corso del 2006 avevamo già fatto allusione al fatto che i nuovi apparecchi che consentono di controllare a domicilio la glicemia saranno tarati sul plasma e non più sul sangue completo, una modifica che è opportuno rammentare, poiché i valori che si ottengono con il plasma saranno più elevati del 12%.
La pratica dell’autocontrollo della glicemia è il metodo più sicuro per ottenere una regolazione ottimale del diabete. Essa permette ad ogni paziente un rilevamento in tempo reale della propria situazione glico-metabolica e di eventuali oscillazioni, permettendo a sua volata di prendere quelle misure di correzione mirate, se necessarie, e procurando una sensazione di tranquillità e di benessere quando i valori rimangano entro quelli che abbiamo definito ottimali.
Sinora, abbiamo sempre affermato che la situazione è ottimale quando la glicemia a digiuno oscilla tra 4 e 7 mmol/l. e quando i valori post-prandiali, a 2 h. dopo i pasti, oscillano tra 7 e 8 mmol/l. e che sono insufficienti se superano gli 8 mmol/l. Questo valori venivano misurati prelevando il sangue dai polpastrelli delle dita, che fornisce il sangue completo arterio-venoso, con la presenza delle cellule del sangue, ossia in particolare, i globuli rossi.

In ospedale e nei laboratori specializzati, il dosaggio della glicemia non avviene nel sangue completo, ma nel plasma del sangue venoso, depurato dalle sue cellule ossia dai globuli dopo centrifugazione.
Questo dosaggio è più preciso e comporta dei valori che sono superiori del 12% circa rispetto a quelli ottenuti col sangue completo, creando una disparità di valutazione rispetto ai risultati attenuti col sangue completo. Si è pertanto avvertito la necessità di uniformare i procedimenti di misurazione tarando tutti gli apparecchi con i valori plasmatici. Ciò significa che tutti i nuovi apparecchi dispongono d’un meccanismo che consente di convertire automaticamente i valori del sangue completo, ossia quello prelevato dai polpastrelli, in valori plasmatici.

Pertanto, a secondo dell’apparecchio utilizzato i valori possono differire del 12% ed infatti, con l’impiego dei nuovi apparecchi (ad es. Accu-check. Aviva, Ascensia Contour,...) che riferiscono dei valori plasmatici, questi valori sono più elevati mediamente del 10%, rispetto a quelli ottenuti precedentemente col sangue completo. Pertanto, anche i valori standard, quelli che abbiamo sempre indicati come valori ottimali, discreti od insufficienti, vanno modificati ed aumentati del 10%, sia per i dosaggi eseguiti a digiuno, sia per quelli post-prandiali, eseguiti di regola 2 h. dopo la fine dei pasti.

Onde facilitare l’apprendimento di questi valori, abbiamo pensato di pubblicare una tabella che, con un colpo d’occhio, permette subito di controllare i propri risultati. Infatti, dalla stessa risulterà che a digiuno i valori ottimali oscillano dal 4 al 7,7 mmol/l. e non più sino a 7 come precedentemente, mentre se oscillano tra 7,8 e 8,8 mmol/l. sono soltanto discreti, e se sono superiori a 8,9 mmol/l. sono francamente insufficienti!

Analogamente per i risultati della glicemia post-prandiale (ossia registrati 2 h. dopo i pasti), essi saranno ottimali se non superano 8,8 mmol/l., ed insufficienti, se superiori. a 11,1 mmol/l. mentre i valori oscillanti tra 8,9 e 11 mmol/l. saranno considerati discreti!
I nuovi apparecchi che già sono sul mercato e quelli che verranno prossimamente saranno tutti tarati sul plasma; d’altra parte saranno preferiti dall’utenza poiché più piccoli e più maneggevoli, poiché dispongono d’un display più grande, utilizzano una quantità minimissima di sangue, danno il risultato in pochi secondi e sono in grado di memorizzare centinaia di risultati!!

Riassumendo, le procedure di dosaggio rimangono invariate mentre quello che cambia sono i valori che saranno più elevati del 10% rispetto a quelli che abbiamo sempre indicato nel passato, modificando insomma i valori standard, come risulta dalla tabella allegata.

Queste differenze non dovrebbero provocare grandi scombussolamenti, tuttavia chi utilizza l’insulina dovrebbe relativizzare i valori più elevati non aumentando il dosaggio dell’insulina.

Dr. V. Tatti