L’automisurazione della glicemia

L’automisurazione della glicemia, ossia quella eseguita dal paziente su se stesso, ha trovato una rapida diffusione a livello mondiale per cui, oggi, vi sono milioni di autodosaggi che vengono eseguiti giornalmente e, sulla base dei risultati, vengono adottate delle conseguenze terapeutiche, modificando la quantità dell’insulina che viene iniettata o dei medicamenti che vengono ingeriti!
Gli errori
I medici o le infermiere specializzate osservano sovente degli errori nell’esecuzione delle glicemie da parte di pazienti, non soltanto nei più giovani, specie se sono stati mal istruiti. Anche dei pazienti di lunga data incorrono in errori che possono modificare i risultati!
In questi casi, allorquando si applica una terapia insulinica intensiva, i pazienti abbisognano di 4 sino a 6 controlli giornalieri della glicemia, pinzettando continuamente i polpastrelli delle dita, e procurandosi dei dolori che sovente vengono percepiti come più fastidiosi delle stesse iniezioni di insulina.
Le dita sono come dei tentacoli e specie a livello dei polpastrelli, sono degli organi del tutto provvisti di innumerevoli termini di nervi sensibili e, pertanto, un prelievo di sangue doloroso è inevitabilmente programmabile se la puntura viene fatta davanti al polpastrello. Al contrario, il numero delle terminazioni nervose è molto più piccolo, ad esempio, a livello dell’addome, ove si inietta più frequentemente l’insulina.

Meno dolori!
La misura della glicemia è la premessa indispensabile per ottenere un equilibrio glico-metabolico ottimale e pertanto è prioritario il desiderio di avere un prelievo di sangue indolore. Oggigiorno disponiamo di nuovi apparecchi puntori che facilitano il nostro compito; inoltre, la quantità necessaria di sangue è cosi ridotta da permettere una puntura molto superficiale della cute.
Posti alternativi
Oggi possiamo utilizzare altri posti alternativi per ottenere del sangue necessario per eseguire questi dosaggi: ad esempio, a livello delle braccia, delle gambe e dell’addome. Perché, in passato non si erano già preso in considerazione altre sedi, all’infuori dei polpastrelli?? Molte indagini su questo tema hanno confermato che non esiste sempre una coincidenza fra i risultati delle glicemie quando il sangue viene prelevato ai polpastrelli oppure agli arti inferiori o superiori oppure all’addome! Infatti, possono esistere delle differenze notevoli con dei ritardi d’una ora ed il sangue prelevato al polpastrello mostra più rapidamente dei cambiamenti. In casi estremi potrebbe capitare che una ipoglicemia venga scoperta più tardi! Non esiste una spiegazioni esauriente di questo fenomeno, ma si pensa che gli arti superiori ed inferiori vengono irrorati in modo meno rapido rispetto ai polpastrelli! Tuttavia, questi ritardi temporali sono molto meno pronunciati:

  • prima dei pasti
  • prima di coricarsi
  • durante la notte

Pertanto, a questi orari è possibile procedere ai prelievi in queste eventuali sedi alternative senza correre dei rischi (vedi TAB 1). Studi recenti hanno pure evidenziato che anche i prelievi eseguiti a livello del pollice sono altrettanto efficaci come quelli eseguiti ai polpastrelli!

Lavarsi le mani!
Molti diabetici ritengono inutile o molesto di lavarsi le mani prima di precedere alla puntura per il prelievo del sangue. Si tratta d’un errore poiché possono persistere delle tracce di zucchero che procurano una falsificazione dei risultati, ad esempio:

  • dopo aver mangiato della frutta
  • con una sudorazione
  • dopo l’utilizzazione di creme per le mani

Il lavaggio delle mani è una premessa assoluta per ottenere una misurazione esatta, se possibile con acqua calda che favorisce un insanguinamento supplementare. Le mani vanno poi asciugate attentamente. Una disinfezione delle dita, invece, come si faceva utilizzando dell’alcool, è piuttosto dannosa, poiché delle tracce di alcool sono sufficienti per falsificare i risultati!!

Le mani in basso!
Non tenete le vostre mani in alto, al momento della puntura, come fanno alcuni nella speranza di fare una puntura esatta, al posto giusto! Lasciate le vostre mani in basso, affinché il sangue si accumuli ed il suo prelievo viene facilitato. I nuovi apparecchi di misurazione abbisognano di molto poco sangue e pertanto lo schiacciamento dei polpastrelli non è più necessario.
Col dosaggio ai polpastrelli, non bisogna pungere davanti, perpendicolarmente, ma sempre lateralmente, poiché nel mezzo ci sono i termini nervosi e pertanto le punture sono più dolorose. Di fianco vi sono molto meno nervi e quindi i prelievi generalmente fanno meno male!

Attenzione al codice!
Quasi tutti gli apparecchi oggi in funzione abbisognano d’un codice, che va cambiato ogniqualvolta si utilizza una nuova scatola di strisce: è quindi importante di controllare questa necessità. Infatti, occorre verificare che il numero del codice che appare sul “design” sia identico a quello che è scritto sulla scatola delle strisce, altrimenti l’apparecchio non funziona. Sembra comunque probabile che in un prossimo avvenire la maggior parte degli apparecchi verrà codificata in modo autonomo.

I perforatori
Oggi vi sono ben 11 diversi apparecchi con i quali è possibile esercitare la perforazione cutanea: con questa generosa offerta ognuno è in grado di trovare quanto va meglio. Per quello che concerne le lancette, è opportuno di eliminarle di volta in volta: cosi si può eliminare il rischio di infezione come pure il dolore sempre inevitabile dopo molteplici utilizzi!

Dr. med. G. W. Schmeisl
(dal “Diabetes Journal”, Germania)

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L’automisurazione della glicemia

L’automisurazione della glicemia, ossia quella eseguita dal paziente su se stesso, ha trovato una rapida diffusione a livello mondiale per cui, oggi, vi sono milioni di autodosaggi che vengono eseguiti giornalmente e, sulla base dei risultati, vengono adottate delle conseguenze terapeutiche, modificando la quantità dell’insulina che viene iniettata o dei medicamenti che vengono ingeriti!
Gli errori
I medici o le infermiere specializzate osservano sovente degli errori nell’esecuzione delle glicemie da parte di pazienti, non soltanto nei più giovani, specie se sono stati mal istruiti. Anche dei pazienti di lunga data incorrono in errori che possono modificare i risultati!
In questi casi, allorquando si applica una terapia insulinica intensiva, i pazienti abbisognano di 4 sino a 6 controlli giornalieri della glicemia, pinzettando continuamente i polpastrelli delle dita, e procurandosi dei dolori che sovente vengono percepiti come più fastidiosi delle stesse iniezioni di insulina.
Le dita sono come dei tentacoli e specie a livello dei polpastrelli, sono degli organi del tutto provvisti di innumerevoli termini di nervi sensibili e, pertanto, un prelievo di sangue doloroso è inevitabilmente programmabile se la puntura viene fatta davanti al polpastrello. Al contrario, il numero delle terminazioni nervose è molto più piccolo, ad esempio, a livello dell’addome, ove si inietta più frequentemente l’insulina.

Meno dolori!
La misura della glicemia è la premessa indispensabile per ottenere un equilibrio glico-metabolico ottimale e pertanto è prioritario il desiderio di avere un prelievo di sangue indolore. Oggigiorno disponiamo di nuovi apparecchi puntori che facilitano il nostro compito; inoltre, la quantità necessaria di sangue è cosi ridotta da permettere una puntura molto superficiale della cute.
Posti alternativi
Oggi possiamo utilizzare altri posti alternativi per ottenere del sangue necessario per eseguire questi dosaggi: ad esempio, a livello delle braccia, delle gambe e dell’addome. Perché, in passato non si erano già preso in considerazione altre sedi, all’infuori dei polpastrelli?? Molte indagini su questo tema hanno confermato che non esiste sempre una coincidenza fra i risultati delle glicemie quando il sangue viene prelevato ai polpastrelli oppure agli arti inferiori o superiori oppure all’addome! Infatti, possono esistere delle differenze notevoli con dei ritardi d’una ora ed il sangue prelevato al polpastrello mostra più rapidamente dei cambiamenti. In casi estremi potrebbe capitare che una ipoglicemia venga scoperta più tardi! Non esiste una spiegazioni esauriente di questo fenomeno, ma si pensa che gli arti superiori ed inferiori vengono irrorati in modo meno rapido rispetto ai polpastrelli! Tuttavia, questi ritardi temporali sono molto meno pronunciati:

  • prima dei pasti
  • prima di coricarsi
  • durante la notte

Pertanto, a questi orari è possibile procedere ai prelievi in queste eventuali sedi alternative senza correre dei rischi (vedi TAB 1). Studi recenti hanno pure evidenziato che anche i prelievi eseguiti a livello del pollice sono altrettanto efficaci come quelli eseguiti ai polpastrelli!

Lavarsi le mani!
Molti diabetici ritengono inutile o molesto di lavarsi le mani prima di precedere alla puntura per il prelievo del sangue. Si tratta d’un errore poiché possono persistere delle tracce di zucchero che procurano una falsificazione dei risultati, ad esempio:

  • dopo aver mangiato della frutta
  • con una sudorazione
  • dopo l’utilizzazione di creme per le mani

Il lavaggio delle mani è una premessa assoluta per ottenere una misurazione esatta, se possibile con acqua calda che favorisce un insanguinamento supplementare. Le mani vanno poi asciugate attentamente. Una disinfezione delle dita, invece, come si faceva utilizzando dell’alcool, è piuttosto dannosa, poiché delle tracce di alcool sono sufficienti per falsificare i risultati!!

Le mani in basso!
Non tenete le vostre mani in alto, al momento della puntura, come fanno alcuni nella speranza di fare una puntura esatta, al posto giusto! Lasciate le vostre mani in basso, affinché il sangue si accumuli ed il suo prelievo viene facilitato. I nuovi apparecchi di misurazione abbisognano di molto poco sangue e pertanto lo schiacciamento dei polpastrelli non è più necessario.
Col dosaggio ai polpastrelli, non bisogna pungere davanti, perpendicolarmente, ma sempre lateralmente, poiché nel mezzo ci sono i termini nervosi e pertanto le punture sono più dolorose. Di fianco vi sono molto meno nervi e quindi i prelievi generalmente fanno meno male!

Attenzione al codice!
Quasi tutti gli apparecchi oggi in funzione abbisognano d’un codice, che va cambiato ogniqualvolta si utilizza una nuova scatola di strisce: è quindi importante di controllare questa necessità. Infatti, occorre verificare che il numero del codice che appare sul “design” sia identico a quello che è scritto sulla scatola delle strisce, altrimenti l’apparecchio non funziona. Sembra comunque probabile che in un prossimo avvenire la maggior parte degli apparecchi verrà codificata in modo autonomo.

I perforatori
Oggi vi sono ben 11 diversi apparecchi con i quali è possibile esercitare la perforazione cutanea: con questa generosa offerta ognuno è in grado di trovare quanto va meglio. Per quello che concerne le lancette, è opportuno di eliminarle di volta in volta: cosi si può eliminare il rischio di infezione come pure il dolore sempre inevitabile dopo molteplici utilizzi!

Dr. med. G. W. Schmeisl
(dal “Diabetes Journal”, Germania)

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