Le buone notizie

Nel 2004, uno studio longitudinale eseguito a Linköping (1), in Svezia, ha evidenziato che, mentre nel 30,3% dei bambini diventati diabetici tra il 1960-65 si sviluppava una nefropatia nello spazio di 25 anni, nel gruppo dei bambini diventati diabetici nel periodo 1966-70, la nefropatia si è sviluppata soltanto nel 8,2%, con un calo della retinopatia proliferativa.
Questi risultati positivi concordano con quelli pubblicati più recentemente da ROSSLING (2) in Danimarca, ove ha pure constato una netta regressione dell’incidenza della nefropatia diabetica: infatti, se nei bambini e giovani adulti diagnosticati fra 1965-69 il 31,1% presentava una nefropatia nello spazio di 20 anni, questa incidenza venti anni dopo era soltanto del 13,7% per quelli diagnosticati tra il 1979-84.
Negli stessi periodi è stata osservata una riduzione della retinopatia proliferativa dal 47 al 13%.
Si tratta di risultati eccezionali che provengono da due centri svedese e danese ultraspecializzati, la cui cura del diabete di Tipo 1 ha permesso di ottenere un controllo glicemico ottimale, simile a quello ottenuto con una terapia insulinica intensiva nello studio DCCT, ossia con una emoglobina glicata attorno al 7%!
Si tratta quindi di osservazioni privilegiate e sicuramente, al momento attuale, questi risultati sono difficilmente riproducibili altrove nel mondo.
Uno studio australiano recente (3) comprendente 1335 bambini ha dimostrato nello spazio di 10 anni una riduzione della Hb A1c dal 10,9% al 8,1%, pur applicando una terapia insulinica con dosi multiple.
Tuttavia, possiamo guardare a questi risultati con molto interesse ed un discreto ottimismo, poiché ci indicano la via da seguire e confermano la necessità, anche da noi già più volte ribadita, d’ottenere un equilibrio glico-metabolico ottimale.
Essi fanno ben sperare circa il futuro dei pazienti diabetici per quello che concerne le complicazioni tardive micro-angiopatiche, ossia la retinopatia, la nefropatia e la neuropatia.
Questi risultati sono la conseguenza dei notevoli miglioramenti subentrati nel corso di questi ultimi 20 anni nella terapia del diabete, ossia:

  • l’auto-controllo della glicemia a domicilio.
  • il monitoraggio del controllo glicemico in tempi lunghi tramite il dosaggio dell’Hb A1c.
  • l’introduzione d’una terapia insulinica intensiva, col metodo basis-bolus.
  • l’introduzione delle pompe a insulina
  • la ricerca sistematica d’una micro-albuminuria, quale sintomo iniziale d’una nefropatia.
  • una terapia anti-ipertensiva aggressiva in presenza d’una micro-albuminuria.
  • una laser-terapia, in presenza di microaneurismi della retina.
  • una importante riduzione d’un eventuale abuso nicotinico.

Conclusioni.
Questi dati favorevoli, che sembrano realizzare almeno in parte gli impegni assunti alla fine degli anni ‘80 con la Dichiarazione di St.Vincent, ci permettono di formulare 3 conclusioni:

  • 1. Dapprima un messaggio di speranza per i pazienti ed uno stimolo affinché si applichino a mettere in opera con costanza, coraggio e disciplina tutti gli accorgimenti terapeutici e le misure necessarie.
  • 2. In secondo luogo un incentivo per il personale curante, affinché trovi l’entusiasmo, la solerzia e... la perseveranza per continuare ad elargire consigli ed a sorvegliare regolarmente l’evoluzione della malattia, senza abbassare la guardia.
  • 3. Oggi possiamo affermare che il futuro di ogni diabetico, se non è roseo, è comunque molto meno gravato di incognite negative ed invalidanti e che, quindi, non vi sono più motivi di inquietudine e di guardare al futuro con apprensione, ansie e paure. Ma, ad una condizione: di rimanere sotto il 7%!

    Dr. V.Tatti

Bibliografia
1. NORDWALL, M. e coll.
Declining incidence of severe retinopathy and persisting decrease of rephropathy in an unselected population with Type 1 diabetes. The Linköping Diabetes Complication Study.
Diabetologia, 2004, 47, 1266

2. ROSSING P. e coll.
The changing epidemiology of diabetic microangiopathy in Type 1 Diabetes.
Diabetologia, 2005, 48, 1439

3. BULSARA, M.K. e coll.
The impact of a decade of changing treatment on rates of severe hypoglycemia in a population-based cohort of children with Type 1 diabetes.
Diabetes Care, 2004, 27, 2293

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Le buone notizie

Nel 2004, uno studio longitudinale eseguito a Linköping (1), in Svezia, ha evidenziato che, mentre nel 30,3% dei bambini diventati diabetici tra il 1960-65 si sviluppava una nefropatia nello spazio di 25 anni, nel gruppo dei bambini diventati diabetici nel periodo 1966-70, la nefropatia si è sviluppata soltanto nel 8,2%, con un calo della retinopatia proliferativa.
Questi risultati positivi concordano con quelli pubblicati più recentemente da ROSSLING (2) in Danimarca, ove ha pure constato una netta regressione dell’incidenza della nefropatia diabetica: infatti, se nei bambini e giovani adulti diagnosticati fra 1965-69 il 31,1% presentava una nefropatia nello spazio di 20 anni, questa incidenza venti anni dopo era soltanto del 13,7% per quelli diagnosticati tra il 1979-84.
Negli stessi periodi è stata osservata una riduzione della retinopatia proliferativa dal 47 al 13%.
Si tratta di risultati eccezionali che provengono da due centri svedese e danese ultraspecializzati, la cui cura del diabete di Tipo 1 ha permesso di ottenere un controllo glicemico ottimale, simile a quello ottenuto con una terapia insulinica intensiva nello studio DCCT, ossia con una emoglobina glicata attorno al 7%!
Si tratta quindi di osservazioni privilegiate e sicuramente, al momento attuale, questi risultati sono difficilmente riproducibili altrove nel mondo.
Uno studio australiano recente (3) comprendente 1335 bambini ha dimostrato nello spazio di 10 anni una riduzione della Hb A1c dal 10,9% al 8,1%, pur applicando una terapia insulinica con dosi multiple.
Tuttavia, possiamo guardare a questi risultati con molto interesse ed un discreto ottimismo, poiché ci indicano la via da seguire e confermano la necessità, anche da noi già più volte ribadita, d’ottenere un equilibrio glico-metabolico ottimale.
Essi fanno ben sperare circa il futuro dei pazienti diabetici per quello che concerne le complicazioni tardive micro-angiopatiche, ossia la retinopatia, la nefropatia e la neuropatia.
Questi risultati sono la conseguenza dei notevoli miglioramenti subentrati nel corso di questi ultimi 20 anni nella terapia del diabete, ossia:

  • l’auto-controllo della glicemia a domicilio.
  • il monitoraggio del controllo glicemico in tempi lunghi tramite il dosaggio dell’Hb A1c.
  • l’introduzione d’una terapia insulinica intensiva, col metodo basis-bolus.
  • l’introduzione delle pompe a insulina
  • la ricerca sistematica d’una micro-albuminuria, quale sintomo iniziale d’una nefropatia.
  • una terapia anti-ipertensiva aggressiva in presenza d’una micro-albuminuria.
  • una laser-terapia, in presenza di microaneurismi della retina.
  • una importante riduzione d’un eventuale abuso nicotinico.

Conclusioni.
Questi dati favorevoli, che sembrano realizzare almeno in parte gli impegni assunti alla fine degli anni ‘80 con la Dichiarazione di St.Vincent, ci permettono di formulare 3 conclusioni:

  • 1. Dapprima un messaggio di speranza per i pazienti ed uno stimolo affinché si applichino a mettere in opera con costanza, coraggio e disciplina tutti gli accorgimenti terapeutici e le misure necessarie.
  • 2. In secondo luogo un incentivo per il personale curante, affinché trovi l’entusiasmo, la solerzia e... la perseveranza per continuare ad elargire consigli ed a sorvegliare regolarmente l’evoluzione della malattia, senza abbassare la guardia.
  • 3. Oggi possiamo affermare che il futuro di ogni diabetico, se non è roseo, è comunque molto meno gravato di incognite negative ed invalidanti e che, quindi, non vi sono più motivi di inquietudine e di guardare al futuro con apprensione, ansie e paure. Ma, ad una condizione: di rimanere sotto il 7%!

    Dr. V.Tatti

Bibliografia
1. NORDWALL, M. e coll.
Declining incidence of severe retinopathy and persisting decrease of rephropathy in an unselected population with Type 1 diabetes. The Linköping Diabetes Complication Study.
Diabetologia, 2004, 47, 1266

2. ROSSING P. e coll.
The changing epidemiology of diabetic microangiopathy in Type 1 Diabetes.
Diabetologia, 2005, 48, 1439

3. BULSARA, M.K. e coll.
The impact of a decade of changing treatment on rates of severe hypoglycemia in a population-based cohort of children with Type 1 diabetes.
Diabetes Care, 2004, 27, 2293

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