L’epidemia del diabete si amplifica sempre di più: Appello all’ONU!

246 milioni!!
La Federazione Internazionale del Diabete (FID) ha reso pubblici i nuovi dati concernenti la gravità dell’epidemia del diabete: infatti, è lecito parlare di epidemia, tenuto conto della rapida accelerazione della diffusione che il diabete sta conoscendo a livello mondiale.
I dati sono stupefacenti ed indicano che la malattia colpisce ormai 246 milioni di persone nel mondo, e che il 46% delle persone colpite hanno una età oscillante tra 40-60 anni. Le statistiche precedenti avevano sottovalutato l’ampiezza del problema ed anche le previsioni più pessimistiche erano ben lungi dalla realtà attuale.
Infatti, i nuovi dati prevedono che nel 2025 il numero delle persone diabetiche raggiungerà 380 milioni! Una vera epidemia!
5.9%
Il diabete, ed in particolare il diabete di tipo 2, colpisce attualmente il 5.9% della popolazione mondiale!
Di questi, quasi l’80% abita nei paesi in via di sviluppo. Le regioni più colpite sono il Mediterraneo orientale ed il Medio-Oriente dove la percentuale raggiunge il 9.2%, segue l’America del Nord con il 8,4%. Nel Pacifico occidentale si riscontrano 67 milioni di persone diabetiche, mentre in Europa vi sono solo (si fa per dire) 53 milioni.
Queste cifre sono impressionanti, poiché scombussolano quelle che erano note sino a pochi anni fa, che segnalavano per l’Europa e l’America del Nord delle percentuali che oscillavano tra il 4 e il 5%.
In Svizzera, in assenza di registri ufficiali, non esistono dei dati epidemiologici sicuri, ma non vi sono motivi per credere che anche da noi non ci sia quel trend rialzista riscontrato negli altri paesi e segnatamente nel Nord America: pertanto, una percentuale oscillante tra il 5 ed il 6% sembra assai verosimile: essa sta a significare che attualmente nel nostro paese vivono da 350000 a 420000 persone diabetiche. Si tratta, a non avere dubbi, di cifre impressionanti che dovrebbero far riflettere stimolando la ricerca di eventuali misure di contenimento.

Altre statistiche
Sempre la FID ci fornisce altri dati. L’India, ad esempio, con i suoi 40.9 Milioni di diabetici è già oggi il paese ove si conta il numero maggiore di persone colpite dal diabete, seguita a ruota dalla Cina con 39,8 Milioni. Seguono poi gli Stati Uniti, la Russia, la Germania, il Giappone, il Pakistan, il Brasile, il Messico, ecc. Ma, all’infuori del numero assoluto, quello che preoccupa maggiormente è la percentuale. La repubblica di Nauru, un isolotto del Pacifico, detiene il record mondiale, con circa un terzo della popolazione che è diabetico! Questa gente, disponendo di scarse risorse economiche, deve convivere con la malattia, ma anche con le sue conseguenze, non avendo a disposizione tutte le possibilità terapeutiche offerte dalla medicina moderna.

Le cause
Le cause di questa esplosione epidemica sono parecchie ed anche da paese a paese incidono con modalità diverse. Sappiamo, comunque, che coesistono sia delle cause genetiche, sia fattori ambientali e sociali, che contribuiscono all’esplosione mondiale del diabete di tipo 2. Nei paesi in via di sviluppo e con un reddito basso, l’evoluzione economica ed il forte inurbamento possono condurre a dei cambiamenti radicali ambientali e di stile di vita che comportano, a loro volta, dei cambiamenti nell’alimentazione e dell’attività fisica. Di conseguenza, nello spazio di una-due generazioni, si può prendere il diabete pur con un aumento ponderale modesto.  Nei paesi sviluppati, a civiltà occidentale, invece, l’obesità e la sedentarietà sono le cause più rilevanti, indipendentemente dalla situazione economica, anzi talvolta la povertà spinge le persone a consumare cibi e bevande ricche di calorie e di carboidrati.

Mortalità
Anche l’incidenza della mortalità dovuta al diabete è in continuo aumento ed oggi il diabete provoca nel mondo 3.8 milioni di decessi all’anno; questa cifra è simile a quella dei decessi provocati dal SIDA. Inoltre, specialmente nei paesi in via di sviluppo, i decessi sopraggiungono sempre più precocemente colpendo le persone che sono ancora attive professionalmente, con delle ripercussioni negative dal profilo economico.

L’appello all’ONU
Questa rapida progressione d’una malattia cronica, che colpisce già ora una persona su quindici e con le sue complicanze tardive, ma invalidanti, rappresenta un peso non indifferente non solo per le singole persone che ne sono colpite, ma anche per la società.
Insomma, si tratta d’un problema che coinvolge tutto il pianeta e molte persone colpite non si rendono conto con la necessaria tempestività della loro precaria situazione e vengono curati troppo tardi od addirittura niente del tutto.
La Federazione internazionale del diabete (IDF) intende, inoltrare all’ONU un appello concernente il diabete, in concomitanza con la Giornata mondiale del diabete del 2007 (14 novembre).
La comunità degli Stati aderenti all’ONU viene invitata:

  • a riconoscere l’urgente necessità per una collaborazione multilaterale nel campo della prevenzione della salute e del diabete in particolare.
  • di sviluppare dei programmi nazionali di prevenzione e di cura del diabete.
  • di dichiarare ufficialmente il 14 novembre giornata mondiale del diabete.

Dr. V. Tatti

Torna sù

L’epidemia del diabete si amplifica sempre di più: Appello all’ONU!

246 milioni!!
La Federazione Internazionale del Diabete (FID) ha reso pubblici i nuovi dati concernenti la gravità dell’epidemia del diabete: infatti, è lecito parlare di epidemia, tenuto conto della rapida accelerazione della diffusione che il diabete sta conoscendo a livello mondiale.
I dati sono stupefacenti ed indicano che la malattia colpisce ormai 246 milioni di persone nel mondo, e che il 46% delle persone colpite hanno una età oscillante tra 40-60 anni. Le statistiche precedenti avevano sottovalutato l’ampiezza del problema ed anche le previsioni più pessimistiche erano ben lungi dalla realtà attuale.
Infatti, i nuovi dati prevedono che nel 2025 il numero delle persone diabetiche raggiungerà 380 milioni! Una vera epidemia!
5.9%
Il diabete, ed in particolare il diabete di tipo 2, colpisce attualmente il 5.9% della popolazione mondiale!
Di questi, quasi l’80% abita nei paesi in via di sviluppo. Le regioni più colpite sono il Mediterraneo orientale ed il Medio-Oriente dove la percentuale raggiunge il 9.2%, segue l’America del Nord con il 8,4%. Nel Pacifico occidentale si riscontrano 67 milioni di persone diabetiche, mentre in Europa vi sono solo (si fa per dire) 53 milioni.
Queste cifre sono impressionanti, poiché scombussolano quelle che erano note sino a pochi anni fa, che segnalavano per l’Europa e l’America del Nord delle percentuali che oscillavano tra il 4 e il 5%.
In Svizzera, in assenza di registri ufficiali, non esistono dei dati epidemiologici sicuri, ma non vi sono motivi per credere che anche da noi non ci sia quel trend rialzista riscontrato negli altri paesi e segnatamente nel Nord America: pertanto, una percentuale oscillante tra il 5 ed il 6% sembra assai verosimile: essa sta a significare che attualmente nel nostro paese vivono da 350000 a 420000 persone diabetiche. Si tratta, a non avere dubbi, di cifre impressionanti che dovrebbero far riflettere stimolando la ricerca di eventuali misure di contenimento.

Altre statistiche
Sempre la FID ci fornisce altri dati. L’India, ad esempio, con i suoi 40.9 Milioni di diabetici è già oggi il paese ove si conta il numero maggiore di persone colpite dal diabete, seguita a ruota dalla Cina con 39,8 Milioni. Seguono poi gli Stati Uniti, la Russia, la Germania, il Giappone, il Pakistan, il Brasile, il Messico, ecc. Ma, all’infuori del numero assoluto, quello che preoccupa maggiormente è la percentuale. La repubblica di Nauru, un isolotto del Pacifico, detiene il record mondiale, con circa un terzo della popolazione che è diabetico! Questa gente, disponendo di scarse risorse economiche, deve convivere con la malattia, ma anche con le sue conseguenze, non avendo a disposizione tutte le possibilità terapeutiche offerte dalla medicina moderna.

Le cause
Le cause di questa esplosione epidemica sono parecchie ed anche da paese a paese incidono con modalità diverse. Sappiamo, comunque, che coesistono sia delle cause genetiche, sia fattori ambientali e sociali, che contribuiscono all’esplosione mondiale del diabete di tipo 2. Nei paesi in via di sviluppo e con un reddito basso, l’evoluzione economica ed il forte inurbamento possono condurre a dei cambiamenti radicali ambientali e di stile di vita che comportano, a loro volta, dei cambiamenti nell’alimentazione e dell’attività fisica. Di conseguenza, nello spazio di una-due generazioni, si può prendere il diabete pur con un aumento ponderale modesto.  Nei paesi sviluppati, a civiltà occidentale, invece, l’obesità e la sedentarietà sono le cause più rilevanti, indipendentemente dalla situazione economica, anzi talvolta la povertà spinge le persone a consumare cibi e bevande ricche di calorie e di carboidrati.

Mortalità
Anche l’incidenza della mortalità dovuta al diabete è in continuo aumento ed oggi il diabete provoca nel mondo 3.8 milioni di decessi all’anno; questa cifra è simile a quella dei decessi provocati dal SIDA. Inoltre, specialmente nei paesi in via di sviluppo, i decessi sopraggiungono sempre più precocemente colpendo le persone che sono ancora attive professionalmente, con delle ripercussioni negative dal profilo economico.

L’appello all’ONU
Questa rapida progressione d’una malattia cronica, che colpisce già ora una persona su quindici e con le sue complicanze tardive, ma invalidanti, rappresenta un peso non indifferente non solo per le singole persone che ne sono colpite, ma anche per la società.
Insomma, si tratta d’un problema che coinvolge tutto il pianeta e molte persone colpite non si rendono conto con la necessaria tempestività della loro precaria situazione e vengono curati troppo tardi od addirittura niente del tutto.
La Federazione internazionale del diabete (IDF) intende, inoltrare all’ONU un appello concernente il diabete, in concomitanza con la Giornata mondiale del diabete del 2007 (14 novembre).
La comunità degli Stati aderenti all’ONU viene invitata:

  • a riconoscere l’urgente necessità per una collaborazione multilaterale nel campo della prevenzione della salute e del diabete in particolare.
  • di sviluppare dei programmi nazionali di prevenzione e di cura del diabete.
  • di dichiarare ufficialmente il 14 novembre giornata mondiale del diabete.

Dr. V. Tatti

Torna sù