Nuove forme di terapia

Per tenere sempre aggiornati i nostri lettori sugli sviluppi ed i progressi di nuove forme di terapia del diabete riportiamo alcune novità che sono apparse recentemente sulle pubblicazione scientifiche.

Insulina per aerosol
Si tratta d’una via alternativa per somministrare dell’insulina tramite inalazioni con aerosol, utilizzando apparecchi simili a quelli che vengono adoperati per la cura dell’asma o delle bronchiti. Questa modalità permette alle molecole d’insulina di penetrare profondamente nei polmoni. Gli studi eseguiti sinora hanno dimostrato che l’insulina, disponendo d’una superficie d’assorbimento di circa 100 m2, viene rapidamente riassorbita e quindi le inalazioni possono aver luogo prima dei pasti. Purtroppo, occorre una dose 10 volte superiore per ottenere lo stesso effetto. Gli effetti secondari sono scarsi a parte una tosse irritativa. Contrariamente alla somministrazione nasale o transdermale, la via inalatoria sembra quella che avrà migliori prospettive di successo ed attualmente sono già in corso parecchi studi nella fase III. (1)

Il GLP-1
Il GLP-1 è l’acronimo d’un polipeptide chiamato Glucagon-likePeptide-1 (Peptide 1 - Glucagonsimile) che viene secreto dalla mucosa del duodeno. Siccome aumenta la sensibilità all’insulina favorisce la penetrazione del glucosio nell’interno delle cellule muscolari e quindi diminuisce l’insulinoresistenza. Pertanto il suo impiego è particolarmente indicato nei diabetici di tipo 2, caratterizzato, come è noto, d’una insulino-resistenza. Uno studio preliminare con 20 Pazienti, pubblicato recentemente sulla rivista inglese Lancet (2) ha mostrato un abbassamento significativo della glicemia e dei trigliceridi, rispetto ad un gruppo di controllo.

L’inconveniente è dovuto al fatto che il GLP-1 non può essere somministrato per bocca poiché come tutte le proteine, verrebbe digerito, ma per la via sottocutanea. Inoltre, siccome ha una durata di vita molto breve deve essere somministrato tramite una infusione continua. Attualmente esiste un analogo sintetico denominato Exanetide che viene iniettato 2 volte al giorno ed un altro preparato legato all’albumina chiamato Liraglutide. Ambedue sono attualmente allo studio in fase II e le speranze d’un loro impiego nella cura del diabete di tipo 2 sono ampiamente fondate. Un altro studio altrettanto recente, apparso sulla rivista americana Diabetes (3) affronta lo stesso problema somministrando del GLP-1 a dosi progressive simultaneamente a delle infusioni di glucosio presso 7 pazienti diabetici e 7 persone non-diabetiche. Durante l’esperienza venivano controllati i tassi dell’insulina e del C-peptid presenti nel sangue. La risposta insulinica nei pazienti diabetici è risultata di molto inferiore rispetto a quella delle persone non-diabetiche. Inoltre, la stimolazione basale della secrezione d’insulina era già presente con piccole dosi di GLP-1, mentre nei diabetici ciò avveniva soltanto con l’impiego delle contrazioni più elevate di GLP-1. Questo studio conferma quindi che la stimolazione della secrezione d’insulina tramite le infusioni di GLP-1 dipende dalle dosi impiegate.

Ne consegue, per una applicazione di lunga durata, che la secrezione di insulina può essere considerevolmente spinta verso l’alto utilizzando delle forti dosi di GLP-1 e probabilmente a dipendenza dello stadio dell’insufficienza delle betacellule.

Queste osservazioni si basano sulla somministrazione acuta di GLP-1 e rimane, pertanto, da vedere se si confermano anche dopo una somministrazione di lunga durata.

Dr. V. Tatti

Bibliografia

1) HEINEMANN; L. e coll.
Intra-individual variability of the metabolic effect of inhaled insulin togeter with an absorption enhancer.
Diabetes Care: 2000, 23:1343-47

2) ZANDER M. e coll.
Effect of 6-week course of glucagon-like peptide-1 on glycamic control, insulin-sensitivity and beta-cell function in type 2 diabetes: a parallel group study.
Lancet: 2002, 359:824-830.

3) KJEMS L.L. e coll.
The influence of GLP-1 on glucose-stimulat ed insulin secretion. Effects on beta-cell sensitivity in type 2 and non diabetic subjects.
Diabetes: 2003, 52:380-386.

Torna sù

Nuove forme di terapia

Per tenere sempre aggiornati i nostri lettori sugli sviluppi ed i progressi di nuove forme di terapia del diabete riportiamo alcune novità che sono apparse recentemente sulle pubblicazione scientifiche.

Insulina per aerosol
Si tratta d’una via alternativa per somministrare dell’insulina tramite inalazioni con aerosol, utilizzando apparecchi simili a quelli che vengono adoperati per la cura dell’asma o delle bronchiti. Questa modalità permette alle molecole d’insulina di penetrare profondamente nei polmoni. Gli studi eseguiti sinora hanno dimostrato che l’insulina, disponendo d’una superficie d’assorbimento di circa 100 m2, viene rapidamente riassorbita e quindi le inalazioni possono aver luogo prima dei pasti. Purtroppo, occorre una dose 10 volte superiore per ottenere lo stesso effetto. Gli effetti secondari sono scarsi a parte una tosse irritativa. Contrariamente alla somministrazione nasale o transdermale, la via inalatoria sembra quella che avrà migliori prospettive di successo ed attualmente sono già in corso parecchi studi nella fase III. (1)

Il GLP-1
Il GLP-1 è l’acronimo d’un polipeptide chiamato Glucagon-likePeptide-1 (Peptide 1 - Glucagonsimile) che viene secreto dalla mucosa del duodeno. Siccome aumenta la sensibilità all’insulina favorisce la penetrazione del glucosio nell’interno delle cellule muscolari e quindi diminuisce l’insulinoresistenza. Pertanto il suo impiego è particolarmente indicato nei diabetici di tipo 2, caratterizzato, come è noto, d’una insulino-resistenza. Uno studio preliminare con 20 Pazienti, pubblicato recentemente sulla rivista inglese Lancet (2) ha mostrato un abbassamento significativo della glicemia e dei trigliceridi, rispetto ad un gruppo di controllo.

L’inconveniente è dovuto al fatto che il GLP-1 non può essere somministrato per bocca poiché come tutte le proteine, verrebbe digerito, ma per la via sottocutanea. Inoltre, siccome ha una durata di vita molto breve deve essere somministrato tramite una infusione continua. Attualmente esiste un analogo sintetico denominato Exanetide che viene iniettato 2 volte al giorno ed un altro preparato legato all’albumina chiamato Liraglutide. Ambedue sono attualmente allo studio in fase II e le speranze d’un loro impiego nella cura del diabete di tipo 2 sono ampiamente fondate. Un altro studio altrettanto recente, apparso sulla rivista americana Diabetes (3) affronta lo stesso problema somministrando del GLP-1 a dosi progressive simultaneamente a delle infusioni di glucosio presso 7 pazienti diabetici e 7 persone non-diabetiche. Durante l’esperienza venivano controllati i tassi dell’insulina e del C-peptid presenti nel sangue. La risposta insulinica nei pazienti diabetici è risultata di molto inferiore rispetto a quella delle persone non-diabetiche. Inoltre, la stimolazione basale della secrezione d’insulina era già presente con piccole dosi di GLP-1, mentre nei diabetici ciò avveniva soltanto con l’impiego delle contrazioni più elevate di GLP-1. Questo studio conferma quindi che la stimolazione della secrezione d’insulina tramite le infusioni di GLP-1 dipende dalle dosi impiegate.

Ne consegue, per una applicazione di lunga durata, che la secrezione di insulina può essere considerevolmente spinta verso l’alto utilizzando delle forti dosi di GLP-1 e probabilmente a dipendenza dello stadio dell’insufficienza delle betacellule.

Queste osservazioni si basano sulla somministrazione acuta di GLP-1 e rimane, pertanto, da vedere se si confermano anche dopo una somministrazione di lunga durata.

Dr. V. Tatti

Bibliografia

1) HEINEMANN; L. e coll.
Intra-individual variability of the metabolic effect of inhaled insulin togeter with an absorption enhancer.
Diabetes Care: 2000, 23:1343-47

2) ZANDER M. e coll.
Effect of 6-week course of glucagon-like peptide-1 on glycamic control, insulin-sensitivity and beta-cell function in type 2 diabetes: a parallel group study.
Lancet: 2002, 359:824-830.

3) KJEMS L.L. e coll.
The influence of GLP-1 on glucose-stimulat ed insulin secretion. Effects on beta-cell sensitivity in type 2 and non diabetic subjects.
Diabetes: 2003, 52:380-386.

Torna sù