Peso e diabete

Nove domande e risposte

Peso e diabete sono intimamente legati ma questa interdipendenza è complessa e non sempre facile da capire. Il lettore può cercare, prima di leggere le risposte proposte, di pensare a quello che direbbe e confrontare le sue idee con quelle qui espresse.


1. Peso di più: diventerò per forza diabetico?

La risposta è no.
Una persona può benissimo pesare più di 150 chili senza essere diabetica. Per sviluppare un diabete bisogna essere privi d’insulina o più precisamente non produrre la quantità d’insulina necessaria al mantenimento di un metabolismo normale in particolare una glicemia nella norma. Tutti gli obesi e la maggior parte delle persone in sovrappeso producono una quantità aumentata d’insulina. Con l’aumento di peso questa produzione e dunque i tassi d’insulina aumentano. Il diabete si dichiarerà a queste persone quando il pancreas o più precisamente le cellule beta dell’isola di Langerhans non saranno più in grado di aumentare la produzione dell’ormone.

2. Sono diabetico è meglio per me essere in sovrappeso piuttosto che magro?

La risposta e sì.
Perché come detto sopra il diabete è sempre un problema di mancanza d’insulina. La persona magra produce meno insulina dell’obeso e della persona in sovrappeso. Per un diabetico è dunque meglio  pesare di più all’esordio . Questo sovrappeso è una garanzia di un pancreas funzionante e dunque potenzialmente utile per la futura terapia.

3. Se perdo peso il mio diabete si migliorerà?

La risposta è spesso si.
Il peso eccessivo richiede dalla persona più insulina per mantenere l’equilibrio glicemico. Quando il diabete si dichiara la produzione d’insulina non basta per i bisogni della persona. Quest’ultima anche se ha nel sangue una quantità importante d’insulina questa non può più fare fronte alla richiesta aumentata nell’ambito di un aumento del peso e del tessuto grasso. Se il diabetico perde peso è possibile che il quantitativo d’insulina prodotta sia di nuovo in grado di controllare la situazione metabolica e dunque la glicemia. Questo si vede per esempio nei diabetici dai quali si fa un bypass gastrico e in molti casi normalizzano la glicemia.
 

4. Si può guarire del diabete?

La risposta è sì.
Come già discusso ogni volta che la produzione dell’insulina è tale da coprire i bisogni della persona la glicemia si normalizza. Dunque se una persona perde abbastanza peso a un certo punto il diabete può sparire. Perché questo possa succedere è necessario un pancreas ancora attivo. Se la produzione insulinica e già molto compromessa come da un diabetico che al momento della diagnosi ha già perso molto peso questo rimedio non funzionerà.  Bisogna però sapere che la glicemia alta di per se può compromettere il buon funzionamento del pancreas. Se si mantiene una persona con una glicemia quasi normale per una o due settimane non è escluso che il pancreas sia in seguito in grado di migliorare la sua capacità a produrre insulina. Questo succede spesso dopo un intervento per dimagrire.  

5. Il diabete e il sovrappeso sono ereditari?

La risposta e spesso sì.
In realtà nel caso del diabete legato al sovrappeso o all’obesità non si eredita il problema ma una certa tendenza  o fragilità a svilupparlo. Nel caso del diabete si eredita un pancreas “debole” incapace di soddisfare i bisogni d’insulina in presenza di una resistenza all’insulina come avviene nell’obesità.  Per il sovrappeso o l’obesità quello che si eredita è una tendenza all’aumento di peso anche se il consumo calorico è poco importante. Nel diabete come nel sovrappeso, è quasi sempre “teoricamente” possibile evitarlo. Questo però richiede dalla persona uno sforzo costante per tutta la vita. Per prevenire lo sviluppo del diabete, l'aumento del giro vita (e del peso) è più pericoloso che il consumo occasionale di dolciumi.

6. Lo stress fa aumentare il diabete?

La risposta e sì.
Ogni volta che il nostro organismo è sottoposto a un’aggressione si mettono in moto dei meccanismi di difesa che nella situazione dell’uomo primitivo (dal quale abbiamo ereditati i geni) significava combattere o fuggire e dunque un bisogno aumentato di materie energetiche. Dall’uomo moderno la lotta e la fuga non sono più la regola e le situazione difficili alle quali siamo esposti non richiedono un consumo energetico supplementare. In queste situazioni la produzione di quantitativo aumentato di glucosio non utilizzato porta a un aumento parallelo dell’ insulina da chi la può produrre o un aumento della glicemia (pancreas “debole”). Nel primo caso il diabete si peggiora nel secondo aumenta in particolare il grasso addominale. Questi fenomeni sono la conseguenza di produzione ormonale come il cortisolo, il glucagone e l’ormone della crescita.

7. Il nostro peso dipende da quello che mangiamo?

Non interamente.
Tutti noi abbiamo davanti agli occhi degli esempi di persone che sono molto attente alla dieta e che tendono ad aumentare di peso e altre che pure mangiando tanto restano magre. Queste differenze si possono anche notare dallo stesso individuo durante la vita. Queste differenze si spiegano per la diversità genetica da una persona  all’altra. Durante la vita la stessa persona può progressivamente aumentare di peso. Questo generalmente non si fa in modo lineare ma a scala con dei periodi di stabilità. A ogni livello di peso diminuisce la capacità di bruciare le calorie supplementari.

8. Il nostro peso è predeterminato?

La risposta è sì perché quello che pesiamo è stabilito dal nostro cervello e più particolarmente dall’ipotalamo. Al nostro corpo non piacciono i cambiamenti; resiste all’aumento di peso come resiste alla sua diminuzione. Ogni volta che consumiamo più cibo il nostro corpo brucia di più. Ma c’è un limite, quando questo è raggiunto ad esempio, con un consumo alimentare aumentato per un lungo periodo, il corpo determina un peso superiore e cercherà di mantenerlo. Per questo anche una diminuzione di consumo calorico necessiterà un periodo lungo per convincere il cervello a cambiare il peso.

9. Lo sport è buono per il diabete e il peso?

La risposta è sì.
Il beneficio dello sport non si limita a un consumo più importante di calorie o glucosio. Un’attività fisica regolare cambia la struttura dell’organismo in particolare rende il muscolo più sensibile all’insulina. L’attività fisica potrà pure cambiare il peso che il nostro cervello predetermina. In altre parole l’attività fisica rende il corpo più attivo nel consumare il glucosio supplementare senza la necessità per il pancreas di produrre più insulina.

Conclusione:

Capire il significato delle risposte a queste 9 domande dovrebbe aiutarci a migliorare il nostro approccio sia del diabete che del sovrappeso. Spero che questo sia un inizio per meglio dialogare, con in particolare gli operatori sanitari addetti ai lavori come medico, dietista o infermiera in diabetologia.

Dr. Pietro Gerber