Rene: sorvegliato speciale

Rene: sorvegliato speciale
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Il rene è un “sorvegliato speciale” nel diabete. Non solo perché è un organo bersaglio delle complicanze della malattia, ma anche perché sta diventando un bersaglio della terapia. Il 65% dei pazienti con diabete di tipo 2 è a rischio di declino della funzionalità renale e questo, oltre a portare all’insufficienza dell’organo e a un’aumentata probabilità di andare incontro a danni cardiovascolari, può limitare l’uso di quei farmaci antidiabetici che vengono eliminati con le urine. “Un marcatore precoce” di danno renale e di rischio cardiovascolare è la microalbuminuria (eliminazione dell’albumina da parte del rene) – precisa Stefano Del Prato Presidente della Società italiana di diabetologia – Certi nuovi antidiabetici come il linagliptin (che migliora la secrezione di insulina da parte del pancreas) non solo abbassano la glicemia ma riducono anche la microalbuminuria e il rischio cardiovascolare”.
Sul versante della terapia è in fase di sperimentazione una nuova classe di farmaci, capostipite l’empagliflozin, che abbassano la glicemia in quanto favoriscono l’eliminazione del glucosio da parte del rene. “Non solo, - ha aggiunto Bernard Zinman dell’Università of Toronto – riducono anche il peso corporeo”. Con un inconveniente: il rischio di infezioni da funghi dell’apparato genitale.

Articolo tratto dal Corriere della Sera – Spazio salute