Sindrome metabolica, acido urico e mortalità cardiovascolare

Si è a lungo dibattuto sul ruolo potenziale d’una iperuricemia quale causa responsabile delle complicazioni cardio-vascolari. Lo studio denominato “Casale-Monferrato”, che ha preso in considerazione 1.565 persone diabetiche controllate per 11 anni con vari parametri serologici ed antropomorfici, è un contributo importante che permette di fare un po’ di chiarezza.

Infatti, lo studio conclude che l’iperuricemia, presa isolatamente, non rappresenta un fattore di rischio cardio-vascolare, mentre è sovente associata agli altri fattori di rischio nell’ambito d’una sindrome metabolica, che, come è noto, comporta un’elevata frequenza di complicazioni cardio-vascolari.

Pertanto, in presenza d’una sindrome metabolica, non sembra indicato procedere obbligatoriamente all’uso di medicamenti specifici (quali ad esempio l’allopurinolo) per abbassare l’acido urico. Prioritaria, invece, è la lotta all’obesità ed in particolare la riduzione della circonferenza addominale, che permette di ottenere una diminuzione delle complicazioni cardio-vascolari migliorando, tra l’altro, la dislipidemia e l’ipertensione, ed anche l’equilibrio glico-metabolico, diminuendo la resistenza all’insulina. La lotta all’acido urico è invece indicata in presenza d’una gotta, con crisi acute dolorose e recidivanti: ma questo è un altro discorso. Per quello che concerne la sindrome metabolica ed i parametri che la caratterizzano, mi rimetto agli articoli apparsi precedentemente su questo Giornale ed anche sul numero dal mese di settembre 2006 u.s.

La TAB 1. permette di riepilogare i 4 elementi più importanti che caratterizzano la sindrome metabolica e ne permettono la diagnosi sul piano clinico, mentre altri criteri quali un’iperuricemia, una microalbuminuria, segni di tipo infiammatorio, disturbi della coagulazione e una steatosi epatica, pur essendo sovente presenti, non sono indispensabili per la diagnosi.

Dr. V. Tatti

  1. Circonferenza addominale
    - uomini sup. a 90 cm.
    donne sup. a 80 cm.
  2. Ipertensione arteriosa sup. a 135/80 mmHg.
  3. Dislipidemia con
    - ipertrigliceridemia sup. a 1.7 mmol/l.
    - HDL-Colesterolo inferiore a 1.0 mmol/l.
  4. Glicemia a digiuno sup. a 6.1 mmol/l.
    Tab 1 Sindrome metabolica.

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Sindrome metabolica, acido urico e mortalità cardiovascolare

Si è a lungo dibattuto sul ruolo potenziale d’una iperuricemia quale causa responsabile delle complicazioni cardio-vascolari. Lo studio denominato “Casale-Monferrato”, che ha preso in considerazione 1.565 persone diabetiche controllate per 11 anni con vari parametri serologici ed antropomorfici, è un contributo importante che permette di fare un po’ di chiarezza.

Infatti, lo studio conclude che l’iperuricemia, presa isolatamente, non rappresenta un fattore di rischio cardio-vascolare, mentre è sovente associata agli altri fattori di rischio nell’ambito d’una sindrome metabolica, che, come è noto, comporta un’elevata frequenza di complicazioni cardio-vascolari.

Pertanto, in presenza d’una sindrome metabolica, non sembra indicato procedere obbligatoriamente all’uso di medicamenti specifici (quali ad esempio l’allopurinolo) per abbassare l’acido urico. Prioritaria, invece, è la lotta all’obesità ed in particolare la riduzione della circonferenza addominale, che permette di ottenere una diminuzione delle complicazioni cardio-vascolari migliorando, tra l’altro, la dislipidemia e l’ipertensione, ed anche l’equilibrio glico-metabolico, diminuendo la resistenza all’insulina. La lotta all’acido urico è invece indicata in presenza d’una gotta, con crisi acute dolorose e recidivanti: ma questo è un altro discorso. Per quello che concerne la sindrome metabolica ed i parametri che la caratterizzano, mi rimetto agli articoli apparsi precedentemente su questo Giornale ed anche sul numero dal mese di settembre 2006 u.s.

La TAB 1. permette di riepilogare i 4 elementi più importanti che caratterizzano la sindrome metabolica e ne permettono la diagnosi sul piano clinico, mentre altri criteri quali un’iperuricemia, una microalbuminuria, segni di tipo infiammatorio, disturbi della coagulazione e una steatosi epatica, pur essendo sovente presenti, non sono indispensabili per la diagnosi.

Dr. V. Tatti

  1. Circonferenza addominale
    - uomini sup. a 90 cm.
    donne sup. a 80 cm.
  2. Ipertensione arteriosa sup. a 135/80 mmHg.
  3. Dislipidemia con
    - ipertrigliceridemia sup. a 1.7 mmol/l.
    - HDL-Colesterolo inferiore a 1.0 mmol/l.
  4. Glicemia a digiuno sup. a 6.1 mmol/l.
    Tab 1 Sindrome metabolica.

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